L'editoriale di Gian Filippo Della Croce - Considerazioni sul dopo Primarie
di Gian Filippo Della Croce
PERUGIA - Ora che le urne delle primarie hanno definitivamente consacrato Pierluigi Bersani come legittimo rappresentante del centrosinistra per le elezioni del 2013 al termine di una vivace campagna elettorale che lo hanno visto contrapposto prima a un gruppo di contendenti: Renzi, Vendola, Puppato, Tabacci e poi nel successivo ballottaggio al giovane Matteo Renzi sindaco di Firenze, che per niente intimorito dalla statura politica del segretario del PD ha addirittura rischiato un imprevedibile successo.
Ad una prima analisi del significato delle primarie ,occorre riconoscere che sono state in verità un successo della democrazia che ha riportato qualche milione di cittadini a riprendere contatto con la politica . La seconda considerazione è che le primarie hanno rilanciato Bersani nella veste di leader legittimato dal voto popolare, libero dai condizionamenti della nomenklatura partitica e hanno lanciato anche un nuovo leader Matteo Renzi, la cui idea di sinistra al governo del paese, accanto a quella bersaniana, può rappresentare finalmente l’inizio di un confronto vero delle idee in seno ad un partito che di idee non ne metteva più in campo da un bel pezzo. Altra considerazione è quella intorno alla cosiddetta “rottamazione” propugnata da Renzi, che impegna tutto il partito a farsi carico del rinnovamento di una classe dirigente in gran parte obsoleta e conservatrice. Ciò vuol dire che al di là del sensazionalismo con cui molti organi di informazione hanno caricato questo importante argomento apparso fin da subito uno dei life motive del duello Bersani-Renzi, il problema esiste davvero e va affrontato seriamente senza la solita tentazione italiota del cambiare tutto affinché nulla cambi, perché , anche Bersani lo ha riconosciuto nelle sua dichiarazione a commento del risultato delle primarie, è stata questa in gran parte la molla che ha mosso quei due milioni di cittadini che si sono espressi nelle urne. Questo è apparso ancor più evidente nelle cosiddette regione rosse, in Umbria particolarmente, dove al primo turno si è registrato un vantaggio inaspettato di Renzi nei confronti del segretario che è stato giudicato come un segnale di disagio e un invito al rinnovamento rivolto dai cittadini umbri a una classe dirigente che al governo delle istituzioni locali da molto tempo presenta inevitabili segni di sclerotizzazione. Infine un’ultima considerazione , ma non ultima in ordine di importanza, quella sul “nuovo” Partito Democratico che è uscito da queste primarie , un partito a due gambe ormai, che però deve ridisegnare la sua forma e la sua area di influenza sociale, le sue prospettive e i suoi obiettivi e ricostruire velocemente la sua classe dirigente all’insegna del nuovo e del merito.
Le elezioni politiche sono ormai alle porte, e per raccogliere una provocazione di Pierluigi Bersani, è giusto che il PD si presenti agli elettori non per raccontare favole, ma è soprattutto necessario che non le raccontino i soliti , ovvero è necessario aprire al cambiamento e dimostrare fino in fondo la propria credibilità agli elettori. Dimostrarla soprattutto su due fronti, quello dei rapporti con il governo Monti e la pesante ricaduta della sua iniziativa politica nei confronti dei lavoratori, dei pensionati e del ceto medio, nonché degli imprenditori medio piccoli e degli artigiani e quello della nuova legge elettorale, a proposito della quale il Partito Democratico rischia di perdere la faccia in caso di un mantenimento della legge attuale, il tristemente noto “porcellum” . Infatti se non si impegnerà in una credibile battaglia per il suo rinnovamento, la grande dimostrazione di democrazia rappresentata dalle elezioni primarie non risulterà alla fine che una ennesima occasione persa , una tragica contraddizione in un contesto dove ancora una volta non sarà stata tenuta in considerazione la volontà degli elettori.




Monday
03/12/12
11:43
Un ottimo commento. Finalmente una analisi non segnata da pregiudizi verso l'importante esperienza delle primarie e la ricerca di un nuovo cammino per un centrosnistra che, ad oggi, è l'unica alternativa al montismo.
Del tutto condivisibile l'analisi sul nuovo PD che necessariamente vedrà la luce all'indomani delle primarie. Finalmente un commentatore di sinistra che non usa i soliti luoghi comuni su Renzi e la sua proposta. Se la Sinistra, nel suo insieme, facesse sempre uno sforzo come questo, dove non si negano le differenze ma si cerca di portarle a sintesi di un progetto per il paese, allora ci scrolleremmo di dosso tanti vizi storici che ci fanno sempre vedere la pagliuzza della nostra parte e non il trave degli altri. Credo che le primarie, ed i protagonisti che hanno permesso questa mobilitazione popolare, Bersani, Renzi, Vendola, le migliaia di militanti e simpatizzanti, possano essere un punto di non ritorno capace di tracciare una riga verso la malapolitica che ha attraversato anche tanta parte della sinistra. Ora battiamo la destra e quanti non vogliono far vincere questo centrosinitrsa (aimè anche parte della sinistra, evidentemente a molti la storia non insegna nulla. P.S. Non roviniamo tutto negande partecipazione nella scelta delle candidature se disgraziatamente il Parlamento non dovesse cambiare il porcellum.
Monday
03/12/12
14:22
bravo Pierluigi,hai smacchiato il giaguaro,ma davvero credi che vincerai le elezioni?