Indagine congiunturale Bankitalia: prosegue il rallentamento dell'economia umbra
PERUGIA - Il rallentamento dell'economia regionale manifestatosi in Umbria nella seconda parte del 2011 e' proseguito anche nell'anno in corso. E' quanto emerge dall'indagine congiunturale sull'economia regionale presentata stamani a Perugia dalla Banca d'Italia. Nei primi 9 mesi del 2012 la fase recessiva si è inasprita per quanto riguarda l'industria manifatturiera, con metà delle imprese industriali che ha registrato una flessione del fatturato. Meglio le imprese esportatrici. Lievi segnali di stabilizzazione si sono registrati solo nei mesi più recenti ma l'evoluzione del quadro congiunturale a breve termine resta molto incerta. Solo metà delle imprese ha mantenuto i propri piani di investimento (1/3 ha investito di meno) e la redditività aziendale è peggiorata: 40% chiude in perdita (nel 2011 erano il 20%).
Tra i settori, meglio l'alimentare.
Per quanto riguarda l'export, sempre dall'indagine emerge come nel primo semestre 2012 quello regionale è cresciuto più della media nazionale, ma meno che nel 2011. Il recupero dall'inizio della crisi, inoltre, è inferiore alle altre aree.
L'edilizia resta uno dei settori più critici: è proseguita la contrazione dell'attività, soprattutto nel comparto residenziale e, nel 2012, il volume della produzione è ulteriormente sceso per oltre metà delle imprese. Tra i motivi della crisi anche il dimezzamento degli appalti da parte degli enti locali, il forte calo dei bandi pubblici ma anche delle compravendite di abitazioni e la lieve discesa delle quotazioni immobiliari. La debolezza della domanda interna e le difficoltà delle famiglie hanno condizionato l'andamento delle imprese del terziario. Hanno sofferto soprattutto le imprese con meno di 50 addetti. Il commercio soffre del calo del reddito disponibile delle famiglie e le vendite al dettaglio sono diminuite dell'8% nel primo semestre. Forte calo anche delle immatricolazioni di auto: -23% tra gennaio e settembre.
Rallenta il turismo: arrivi +0,5% e presenze -1% tra gennaio e luglio, mentre continua la crescita dei volumi dell'aeroporto regionale: +11% passeggeri tra gennaio e agosto. Per quanto riguarda l'occupazione, invece, registrato un lieve calo (-0,7%). Forte aumento della CIG: oltre 24 milioni di ore nei primi 10 mesi (+41%).
Dall'inizio della crisi, inoltre, è cresciuta l'incidenza dei laureati e dei lavoratori flessibili sul totale degli occupati umbri ed è calata l'incidenza dei giovani. Sempre dall'indagine, inoltre, emerge come nel corso del 2012 il credito in Umbria ha mostrato segnali di forte arretramento, più marcato della media nazionale, riconducibile soprattutto ai primi 5 gruppi nazionali. Sono diminuiti soprattutto i finanziamenti al settore produttivo e la domanda di finanziamenti delle imprese. Le condizioni di offerta permangono restrittive. Le imprese hanno domandato prestiti soprattutto per circolante e ristrutturazione del debito.
Ancora in calo gli investimenti. Le banche sono intervenute su tutti i fattori di offerta, soprattutto sugli spread. Sono calate le nuove erogazioni di mutui alle famiglie consumatrici (-27% nel primo semestre), soprattutto a tasso variabile. La qualità del credito è peggiorata, soprattutto nei confronti del comparto produttivo.




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