Imu: la stangata è in dirittura d'arrivo. 80% dei Comuni ha aumentato l'aliquota
di Armando Allegretti
PERUGIA - Ci siamo, l’Imu, che ha consentito al governo Monti di recuperare 23 miliardi di euro, è in dirittura d’arrivo. Il 31 ottobre è scaduto il termine ultimo per i Comuni per decidere le maggiorazioni sulle aliquote base per la prima casa. Si dovrà solo decidere se le percentuali saliranno o diminuiranno: 4 per mille che può salire o scendere del 2 per mille, per la prima casa e 7,6 per mille che può salire o scendere del 3 per mille per la seconda. In vista del pagamento del saldo finale, previsto per il 17 dicembre prossimo.
Ma facciamo due conti. Secondo l’Osservatorio Uil servizio politiche territoriali, le decisioni prese dai Comuni d’Italia porteranno ad un’aliquota media dell’Imu pari al 4,36 per mille, praticamente un 9% in più rispetto all’aliquota base decisa dal Governo Monti. Peggio sulla seconda casa dove la mazzata è stata più dura, qui infatti i sindaci hanno portato l’aliquota al 9,1 per mille in aumento del 19,7 per cento rispetto all'aliquota base.
Inoltre per quanto riguarda la prima casa, 45 comuni capoluoghi di provincia, praticamente circa la metà dei totali 92, hanno mantenuto l’aliquota base del 4 per mille, 39 città l’hanno aumentata, tra cui Perugia e le restanti 8 invece hanno deciso di abbassare l’aliquota sulla prima casa. Per quanto riguarda, invece, le aliquote per le seconde case, 86 grandi centri, quasi la totalità, hanno aumentato l'aliquota e 36 di queste applicano l'aliquota massima del 10,6 per mille.




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