Dall’Austria per produrre vino e olio extravergine di qualità in Val Nestore
Arrivati dall’Austria diciotto anni fa, acquistaao un’azienda agricola in Val Nestore, la rimettono in piedi, vino e olio extravergine d’oliva di qualità, le loro principali produzioni su cui hanno puntato fin dall’inizio. Una scelta che si rivelerà azzeccata. Oggi il loro vino e il loro olio biologico lo esportano principalmente nella loro terra d’origine e in Svizzera. L’olio in particolare, “Quattordici euro a bottiglia in Austria, diciotto euro in Svizzera. Dove arriva l’olio d’oliva la gente cambia abitudini alimentari: scompare il burro dalle loro tavole. Insomma siamo soddisfatti, unico problema che quest’anno la produzione nel nostro territorio è crollata di più del 60% (la media regionale si sta attestando intorno al -40%), ragione per cui non riusciremo ad accontentare i nostri clienti, che ogni anno si fanno più numerosi”.
Anche questa è la storia dell’olio d’oliva di qualità delle colline del Trasimeno. Un esempio di come l’agricoltura di pregio, riesca a essere remunerativa, tanto che una famiglia si trasferisce dall’Austria, investe i propri risparmi, ci mette la fatica, impara un nuovo mestiere e oggi il giovane Martin, si dichiara soddisfatto.
I dati diffusi dalla Coldiretti, parlano finalmente di una inversione di tendenza. I giovani in agricoltura oggi segnano un più 4,5%. Il settore agricolo, questo il dato nazionale, è quello in cui i giovani italiani investono di più, tanto che un imprenditore under 30 su 3 è a capo di un’azienda agricola.
“Anche al Trasimeno – assicura Clelia Cini giovane agronoma produttrice d’olio aderente alla Cia - si assiste ad un significativo ritorno di giovani in campagna”. Giovani spesso laureati, che puntando sulle produzioni di qualità, su un agriturismo di assoluto pregio, riescono a far quadrare i conti. In queste imprese, i giovani non si limitano a coltivare ma sfruttano anche la diversificazione delle attività contemplate in questo ambito, che ha esteso le sue competenze anche alla trasformazione e alla vendita dei prodotti, all’export, alle agroenergie, ai servizi alle scuole come le fattorie didattiche e alle amministrazioni per la cura del verde.
Quest’anno sull’olio tutti sperano di riuscire a spuntare prezzi più remunerativi, approfittando della scarsa produzione che ha colpito anche paesi coma la Spagna e quelli del magreb, diretti concorrenti presenti sul mercato nazionale e comprensoriale con prezzi bassissimi. Questo un aspetto della problematica olio extravergine. Ma c’è anche tutta l’altra tematica di come uscire dal recinto ristretto del mercato locale.
“Non c’è altra alternativa oramai, se si vuole far vivere le aziende”, sottolinea la Cini. La sua riflessione parte dall’esperienza delle “Strade del vino e dell’olio del Trasimeno”. “Un’esperienza positiva, ma troppo rivolta ad un mercato interno. A far conoscere ai turisti il nostro territorio, i suoi prodotti, nulla di più. Dobbiamo essere noi produttori ad andare incontro al mercato dell’esportazione”.
Dunque? “Bisogna superare quell’individualismo aziendale che ancora ci caratterizza, creare un consorzio attraverso il quale presentarsi sui mercati del nord Europa, delle americhe, che abbiamo visto, sanno apprezzare l’insuperabile qualità del nostro olio extravergine e dei nostri vini. Mercati ricchi, in grado di sopportare prezzi molto più remunerativi per le nostre aziende”.
Renato Casaioli




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