CASCIA – Degustato, ammirato nelle vetrine del centro storico, letto e contemplato nei luoghi culturali della città e, adesso, al centro di un convegno per la sua tutela. È lo zafferano che, fino a domenica 4 novembre, sarà protagonista della mostra mercato, nella città di Santa Rita, giunta quest’anno alla sua 12ª edizione. Con l’intento finale di riflettere sui nuovi orizzonti di impiego della preziosa spezia in campo medico e sulla tutela del prodotto italiano, infatti, il cartellone casciano, ha ospitato, sabato 3 novembre, un tavolo che ha fatto incontrare i produttori dell’Associazione Zafferano di Cascia (zafferano purissimo dell’Umbria), guidata da Claudio Giampiccolo, che ha presieduto il convegno, con Gino Emili, sindaco di Cascia, e Giovanni Piscolla, presidente dell’Associazione produttori zafferano italiana.

Una realtà quest’ultima, nata ad agosto, che, oggi, mette insieme quattro associazioni, due umbre, di Cascia e di Città della Pieve, e due toscane, alle quali si aggiungeranno soggetti provenienti dalle zone dei monti Sibillini, delle Marche e della Sardegna. Secondo quanto emerso dall’incontro, in Italia sono 300 i produttori di zafferano, 200 dei quali hanno aderito alla neo associazione, la cui prima attività è stata la costituzione di un marchio collettivo nazionale per la tutela e la promozione dello zafferano, anche sui mercati internazionali.

“Il nostro obiettivo principale, oltre alla tutela del marchio – ha sostenuto Piscolla –, è quello di contrastare l’importazione di zafferano dall’estero, soprattutto dall’Iran, che si aggira intorno al valore di 35 milioni di euro all’anno. Un prodotto, privo di qualità, rispetto a quello italiano, e venduto a prezzi stracciati”. “L’associazione – prosegue Piscolla – potrà esaltare le realtà locali, più che assorbirle, con un marchio disciplinare di grande valore, che non ha costi esagerati, rispetto alla denominazione di origine, e darà un carattere identitario a quei territori, conosciuti per la produzione di zafferano, e una maggiore garanzia di una tracciabilità seria”. “In questo momento di crisi economica – ha specificato il sindaco Emili – è importante  puntare sulle eccellenze locali, in modo tale da dare ampio respiro ai produttori e, proprio in questa direzione, si muove l’associazione nazionale, che vuole tutelare il marchio dello zafferano”.

La giornata di domenica 4 novembre, che chiuderà il cartellone, sarà quasi completamente all’insegna del gusto, ad eccezione di uno spazio, alle 11, nel Grand hotel Elite, che prevede la presentazione del libro “Zaffy il gatto che amava lo zafferano. Storie di cibo e di passione” di Maria Luciana Buseghin, nato in collaborazione con l’Università dei sapori di Perugia. Insieme alla mostra, dalle 9 fra piazza Garibaldi e piazza san Francesco, infatti, i ristoranti della città ospiteranno degustazioni di pietanze allo zafferano per la sezione “Zafferano a tavola”. Alle 16.30, invece, per “La via dell’oro”, gastronomi ed enologi, in collaborazione con il Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica (Cedrav), guideranno assaggi di prodotti tipici allo zafferano accompagnati da vini umbri, a partecipazione gratuita e con prenotazione obbligatoria. Alle 17.30, in piazza Garibaldi, infine, spazio ad un’ultima degustazione dello zafferano, sulle note di musica popolare, dal vivo fra gli stand, per chiudere con la proclamazione del vincitore del concorso  “Zafferano in vetrina”, che ha coinvolto le attività commerciali del centro storico di Cascia.

Sempre la pregiata spezia italiana, poi, sarà protagonista di un seminario internazionale, giovedì 6 dicembre, a Perugia, organizzato anche per presentare il sito dell’Associazione produttori zafferano  italiana, durante il quale i soggetti aderenti potranno conoscere i sistemi di tracciabilità del prodotto, che individuare persino il campo in cui viene coltivato e poi raccolto.

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