PERUGIA - Con la recente Assemblea dei Soci, l’Associazione delle PMI umbre ha compiuto un importante passo all'insegna del rinnovamento. All'unanimità dei presenti è stato infatti deliberato il cambio di denominazione da Confapi Perugia in Associazione Piccole e Medie Imprese dell'Umbria e la contestuale uscita dal sistema Confapi, considerato non più adeguato alla rappresentanza delle PMI aderenti. “L'esigenza, diffusamente percepita, di riqualificare la rappresentanza datoriale - ha detto Mario Brustenga, Presidente Associazione Piccole e Medie Imprese dell’Umbria - ci ha visto impegnati con coraggio e coerenza affinché i tanti buoni propositi dei quali quotidianamente si legge o si discute diventassero per i nostri associati motivo di orgoglio e fiducia. Ci ha spinto la volontà di costruire un sano progetto comune che veda la nostra regione protagonista e con essa le piccole e medie imprese che del suo tessuto produttivo sono la principale espressione. Attraverso un modello nuovo e una profonda riorganizzazione vogliamo dare un segnale preciso: la rappresentanza delle imprese deve essere la prima a combattere burocrazie interne e costi di struttura che gli imprenditori non accettano più. Solo così, cominciando da noi stessi, potremo chiedere alla politica e alla pubblica amministrazione di riqualificarsi, semplificando e creando un ambiente in cui le piccole e medie imprese siano messe nella condizione di lavorare con serenità”. Un radicale progetto di rinnovamento, quindi, iniziato lo scorso luglio quando Gabriele Chiocci ha deciso di ritirare la propria candidatura alla Presidenza della Confapi Nazionale.

“Quando ho capito – ha detto Chiocci – che la volontà di conservazione del vecchio sistema avrebbe prevalso sulla mia idea di rinnovamento, ho lasciato l’Assemblea confederale, raccogliendo il consenso dei delegati di numerose associazioni territoriali che mi hanno seguito fino al vicino Teatro Santa Chiara. Da lì ha preso forma e sostanza il progetto di costituire un nuovo soggetto in grado di rispondere alle mutate esigenze della rappresentanza datoriale e all’evoluzione del sistema socio-economico nel suo complesso”. Questo progetto in Umbria è già realtà e, attraverso l’Associazione Piccole e Medie Imprese dell’Umbria, nasce con alcune priorità: garantire una rappresentanza dinamica e "leggera" sia in termini di infrastrutture che di organizzazione del lavoro; attualizzare l’offerta di servizi alle pmi in base all’evolversi delle opportunità di business, con particolare riguardo all’internazionalizzazione; sperimentare un nuovo modello di relazioni industriali; rilanciare il metodo visione-confronto-azione per relazioni istituzionali più efficaci; promuovere un modello di partnership tra pubblica amministrazione e pmi in grado di combattere la reciproca diffidenza; rinegoziare con il sistema del credito ruolo, peso e merito delle piccole e medie imprese; promuovere l’economia dell’ambiente come leva di sviluppo; sfruttare le potenzialità del Web 2.0 sia per la rappresentanza che per il business. L’Umbria si conferma quindi capace di tornare ad essere espressione di leadership e laboratorio di sperimentazione come già in passato è stata in grado di esprimere.

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