Quando i numeri svuotano il carrello della spesa
di Silvia Truzzi
La società Swg ha presentato a Cernobbio una ricerca sui “comportamenti degli italiani in tempo di crisi”. Le interviste sono state fatte dal 5 al 10 di ottobre, lo riporta la Stampa: rispetto a un anno fa aumentano le famiglie in difficoltà (una su quattro) e quasi la metà (il 48%) crede che la situazione peggiorerà. E poi: sei italiani su dieci conservano gli avanzi e li riutilizzano, il 53% ricicla anche gli abiti vecchi.
Al supermercato non si compra nulla di superfluo, si compra meno di tutto e la metà dei consumatori acquista prodotti in offerta. Il sondaggio è stato commissionato da Coldiretti e alla presentazione il presidente Sergio Marini ha giustamente lanciato l’allarme: “Il previsto aumento dell’Iva costerebbe oltre mezzo miliardo solo per le spese alimentari”.
Un paio di giorni fa la Caritas ha diffuso i suoi dati: oltre 31 mila persone si sono rivolte alla Caritas nel 2011 (per il 70,7% stranieri e per il 28,9% italiani). Rispetto al 2009 sono aumentati del 51,3% gli anziani, del 65,6% i pensionati, del 177,8% le casalinghe.
L’Istat invece c’informa che il Pil è in caduta libera (i dati si riferiscono al secondo trimestre 2012): meno 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. E che la spesa dei nuclei familiari ha registrato un calo del 3,5%, dovuto a diminuzioni del 10,1% degli acquisti di beni durevoli, del 3,5% per quelli non durevoli e dell’1,1% per gli acquisiti di servizi.
Già a fine 2011, a Roma, la Caritas spiegava come la povertà stesse aggredendo il ceto medio e facendosi un giretto nei mercati rionali a Testaccio, a Trastevere, a Monteverde, non fosse infrequente incontrare persone “normali”, che per anni erano stati clienti abituali dei banchi di verdura e pesce, avvicinarsi con circospezione alle casse di rifiuti e prendere una mela bacata, un pomodoro marcio o un carciofo avvizzito. Dal macellaio sempre più persone acquistano una fettina di carne e poi chiedono gli scarti per un cane o un gatto che non hanno.
A Rovigo qualche giorno fa un 55enne disoccupato è stato scoperto (e menato, a causa dei rumori molesti: no comment) da un vicino di casa mentre rovistava nel cassonetto dei rifiuti in cerca di cibo. L’uomo ha spiegato di farlo abitualmente perché ha fame. Ecco: a luglio dell’anno prossimo scatterà l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, da 21 a 22%, su praticamente tutti i prodotti, scaricando l’aumento dei prezzi sulle tasche già vuote dei cittadini consumatori. In queste poche righe si avvicendano molti numeri che piacciono tanto ai nostri attuali tecno-governanti.
Basterebbe che alzassero la testa dai loro pallottolieri per capire che oltre l’orizzonte dei tanto osannati mercati e dell’onnipresente spread c’è un paese che ha fame: la ex classe media è in enorme difficoltà e quelli che fino a qualche tempo fa si arrangiavano, ma vivevano dignitosamente, invece, sono disperati.
Da: rifondazione.it - Fonte: ilfattoquotidiano.it




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