Imposta soggiorno/ No di Bianconi nei Comuni del Trasimeno
PERUGIA - “Il territorio del Trasimeno ha dovuto purtroppo registrare quest’anno i risultati tra i peggiori, in Umbria, dal punto di vista turistico. Nonostante questo, il partito dei sindaci che vogliono introdurre l’imposta di soggiorno non demorde, non considerando che a fronte di probabili entrate aggiuntive di modesta entità si prefigura il rischio concreto che il territorio, insieme alle sue strutture ricettive, perda ulteriore appeal. Per questo, Federalberghi continua a dire No all’imposta di soggiorno, soprattutto in un momento così critico per il turismo”.
Vincenzo Bianconi, presidente Federalberghi della provincia di Perugia, torna sul tema della imposta di soggiorno, in vista del prossimo incontro del coordinamento dei Comuni del Trasimeno, previsto per domani 16 ottobre.
“Sul fronte del turismo – sottolinea Bianconi – bisogna fare ragionamenti seri e coerenti, se vogliamo che il settore assuma il ruolo di motore dell’economia umbra che gli viene in teoria riconosciuto. Da una parte constatiamo con favore che alcune amministrazioni comunali umbre - Perugia, Todi, Foligno… - stanno prendendo in considerazione le nostre denunce relative all’abusivismo, che avevamo facilmente documentato con una indagine sul web, e hanno annunciato azioni per affrontare concretamente questa piaga. Dall’altra parte, purtroppo, ci sono amministrazioni, anche nel territorio del Trasimeno, che continuano a pensare di fare cassa tramite l’imposta di soggiorno, senza tentare di immagine le conseguenze ultime di queste scelte”.
“In questo momento – sottolinea Bianconi -, le imprese turistiche di tutto hanno bisogno ma certamente non di altri balzelli da applicare ad una clientela sempre più rarefatta e demotivata”. Gli ultimi dati Federalberghi, relativi ai primi nove mesi del 2012 (rispetto allo stesso periodo del 2011), parlano di una perdita del 2,8% di presenze, con gli italiani ad un -5,9% e gli stranieri ad un misero +0,9%. Quanto ai dati sui lavoratori, da gennaio a settembre il settore ha perso il 2,7% di occupati, con un dettaglio del -2,9% a tempo indeterminato e del -2,4% a tempo determinato.
“Il nostro settore, già sottoposto a livello locale ad una tassazione che va oltre ogni ragionevolezza - è la conclusione di Bianconi - non si può proprio permettere altri balzelli. E le nostre imprese non hanno nessuna intenzione di fare gli esattori per conto dei Comuni, che dovrebbero impegnarsi, come tutte le amministrazioni pubbliche, in una seria spending review. Il Tar del Veneto ha stabilito l’illegittimità del regolamento del Comune di Venezia sull’imposta di soggiorno, nella parte in cui prevede che albergatori e titolari delle strutture ricettive siano responsabili degli obblighi tributari e della riscossione dell’entrata, confermando proprio ciò che noi sosteniamo: non spetta agli albergatori svolgere il ruolo di sostituto d’imposta.
La decisione di individuare l'esercizio ricettivo come punto di prelievo, secondo noi, è inoltre profondamente iniqua, anche perché fa gravare l'onere dell'imposta e dell'imposizione su una sola delle molte attività che traggono beneficio, direttamente o indirettamente, dall'economia turistica. Quella stessa economia sulla quale graverà anche l’aumento dell’Iva, che oltre a ridurre ulteriormente il giro d’affari del settore, porrà l’Italia turistica ai margini di un mercato che vede nell’esposizione delle tariffe l’unica arma di competitività riconosciuta a livello globale dalla clientela, in una fase di recessione quale l’attuale”.




Recent comments
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago