L'iva al 10% sulle Cooperative sociali: altra mazzata del Governo sulle famiglie
di Andrea Fora*
PERUGIA - E’ un colpo durissimo a tutte le realtà del Terzo Settore. La Legge di stabilità potrebbe mettere a serio rischio l’operato di migliaia di cooperative socio sanitarie e dare la mazzata finale al welfare della nostra regione, già messo a dura prova dai tagli operati recentemente ai fondi del Welfare. L’Esecutivo Monti ha infatti ufficializzato l’aumento dell’Iva dal 4% al 10% per le prestazioni socio sanitarie svolte dalle cooperative sociali. Un aumento che mina al cuore l’assistenza agli anziani, ai portatori di handicap, ai tossicodipendenti, ai minori che vivono in condizioni di disagio, ai disabili.
L’entità della modifica è davvero pesante e incomprensibile: 6 punti percentuali in più è una voragine, che corrisponde a circa 500 milioni di euro in meno per le cooperative sociali, ma soprattutto in meno per i servizi assistenziali, per gli anziani, per i più deboli.
Peraltro questo gettito aggiuntivo che peserà sulle famiglie utilizzerà in parte risorse pubbliche provenienti dai comuni che vanno ad aumentare un gettito Iva ad uso del Governo Centrale.
Si opera cioè un taglio su risorse comunali per creare un’entrata al Governo Centrale. E’ davvero sconcertante.
Il Governo si adopera ormai da tempo per rappresentare la spesa sociale come spesa improduttiva per il Paese, come un onere da tagliare a tutti i costi. Già quest’estate con la spending-review, il Governo aveva deciso pesanti tagli al welfare senza aprire un tavolo con le nostre realtà. Avremmo potuto dare suggerimenti utili per il contenimento della spesa. Non ci sottraiamo perché mai vorremmo passare per l’associazione della sola richiesta e della rivendicazione dei fondi.
E’ impensabile che si riesca ad approntare piani di emergenza in due mesi. Le altre modifiche iva vengono introdotte con tempi più lunghi e maggior gradualità. E’ incomprensibile come mai il Governo abbia applicato in tutta fretta questo maxi-aumento senza nemmeno aver affrontato prima la revisione dell’Isec: un aggiustamento dell’indicatore di reddito porterebbe maggior equità nella distribuzione degli aiuti alle famiglie che ne hanno realmente bisogno.
E’ un modo di agire che non ha alcuna logica. La stessa pratica è stata applicata sulla riduzione dei tetti sulla deducibilità delle detrazioni che avrà l’effetto di scoraggiare le famiglie che si fanno carico di una spesa diretta per le prestazioni sociali. L’effetto sarà solo quello di incentivare la spesa sociale privata “in nero”, come l’assistenza delle badanti, di cui anche recentemente le cronache umbre sono state piene.
Non si può far passare l’idea che la spesa sociale è solo un costo, quando anche l’Europa va tutta nella direzione contraria, quella cioè di credere che per ricreare condizioni per lo sviluppo economico serve un terreno sano sul piano sociale.
Confcooperative è sempre stata collaborativa e abbiamo sempre cercato di risolvere i problemi senza crearne. Stavolta però non possiamo tacere. Abbiamo 300.000 soci e raggiungiamo 5 milioni di famiglie. In Umbria ci sono 6.000 soci e oltre 50.000 famiglie che considerata la gravità della situazione, non potranno essere esclusi da qualsiasi forma di protesta che appronteremo.
E mi piacerebbe che ad unirsi a noi, a far sentire la propria voce, siano anche tutti i parlamentari umbri e gli amministratori locali, nella difesa dei diritti e dei bisogni delle persone che da sole non hanno voce per protestare.
*Presidente Confcooperative Umbria
Vice Presidente Nazionale Confcooperative - Federsolidarietà




Recent comments
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago