PERUGIA - Interviene il Capogruppo IdV Filippo Cardone, in merito alla presunta bagarre creatasi sulle delibere consiliari relative alle attività commerciali di medie e grandi dimensioni in centro. Credo che la situazione di crisi economica che sta attraversando il paese è evidente anche a chi non vuol vedere e chi non vuol sentire. E’ evidente che i Comuni sono messi alle strette, da un Governo centrale che continua a tagliare risorse ed enti locali che fanno i salti mortali per garantire ai cittadini allo stremo i servizi essenziali. In questo quadro di congiuntura negativa, e di recessione, ogni tentativo di rilancio dell’economie locali credo che debba essere sostenuto.

Tutto questo, al di là della demagogia, delle posizioni strumentali, che in questo momento risultano, oltremodo, inopportune. Per entrare nel merito della questione, ribadisco, o meglio ribadiamo, come gruppo consiliare la nostra posizione favorevole ad ogni tentativo di incentivare, in un momento di crisi reale lo sviluppo di attività commerciali, e non solo, nel centro storico di Perugia, che ha visto negli ultimi anni la chiusura di attività contestualmente ad uno spopolamento del centro stesso. Rivendichiamo come gruppo consiliare l’autonomia decisionale in merito alla delibera in oggetto, decisione presa dopo un’attenta analisi della procedura, in particolare, ne abbiamo condiviso l’istruttoria e il percorso. Partendo da una legge regionale del 2008 “norme per i centri storici” che dà ai comuni la facoltà di redigere il QSV (quadro strategico di valorizzazione) e preso atto dell’istituzione del “tavolo per il centro storico” e del tavolo operativo “economia e produzione” che deve coniugare la salvaguardia dei centri storici con la necessità di incentivare le attività produttive alla luce anche della direttiva europea Bolkestein, recepita con legge regionale 15/2010 riteniamo che la possibilità, di estendere l’insediamento di nuove attività commerciali non alimentari a media e grandi strutture, oltre al trasferimento in centro di altre attività commerciali, sia una chance, un’opportunità che in un momento di crisi non vada tralasciata. Ovviamente il tutto dovrà avvenire nella massima trasparenza, nel rispetto delle regole, e la concertazione con le associazioni, con i sindacati, come previsto dal tavolo operativo “economia e produzione”  istituito dal S.O. “Centro Storico”. Noi non rinneghiamo come appartenenti all’IdV, la nostra contrarietà alla cementificazione selvaggia, al consumo del territorio, alla tutela dell’ambiente, ma sottolineiamo come in un momento particolarmente critico debba prevalere il buon senso e quindi relativamente alla crisi economica attuale debba essere messo in atto ogni tentativo e ogni idea di sviluppo e slancio economico.

Quindi no alle barricate a tutti i costi, si al confronto, al dialogo e al buon senso; no a strumentalizzazioni. Evitiamo di confonderci con movimenti che cavalcano la protesta, il malcontento, senza alcuna azione propositiva e costruttiva. Concludo sottolineando che il gruppo consiliare IdV di Perugia nel merito, se ha preso delle decisioni lo ha fatto per il bene della città e nella fattispecie per cercare di dare un imput, una chance alle attività produttive, per rendere più attrattivo un centro storico che nel tempo si è svuotato di gente, di attività ed è diventato terreno fertile per la microcriminalità; è altresì un tentativo di rendere vitali e produttivi alcuni grandi contenitori del centro storico abbandonati a se stessi evitando ulteriore cementificazione e consumo del territorio. Ovviamente le eventuali idee progettuali e commerciali andranno valutate caso per caso dai settori competenti per verificarne la fattibilità e la sostenibilità ambientale. Il gruppo consiliare IdV in Consiglio Comunale ha espresso il proprio parere favorevole dopo aver valutato complessivamente l’iter della delibera in oggetto. Non ci siamo mai sottratti al confronto con gli organismi del partito; confronto che forse in questa occasione è mancato, o meglio si è limitato ad un confronto “last-minute” prima del voto in Consiglio.

Condividi