Testo unico artigianato/ Cna e Confartigianato: “Legge al passo con i tempi"
Tempestività, celerità, collaborazione e grande senso di responsabilità: tutti aspetti positivi che hanno informato il velocissimo iter con cui è stato rivisitato il testo della L.R. 5/90, nota come legge regionale per l’artigianato, da tanto, troppo tempo oggetto solo di aggiunte e parziali implementazioni e dunque non più rispondente alle esigenze mutate delle imprese artigiane e del contesto economico regionale.
Individuata nei documenti politico programmatici della Giunta Marini lungo il cammino della semplificazione burocratico-amministrativa regionale, la priorità della rivisitazione in Testo unico della L.R. 5/90, con l’accelerazione impressa al certosino lavoro di compendiare ben 22 anni di legiferazioni aggiuntive e modifiche al testo del 1990, è stata davvero encomiabile, coniugando dunque in tempo reale la volontà politica da un lato con l’impegno dei dirigenti degli uffici regionali competenti per materia e per settore economico dall’altro e, non da ultimo, con la disponibilità piena e convinta, assumendosi con senso di responsabilità la propria parte di lavoro, delle associazioni più rappresentative dell’artigianato umbro.
“Un lavoro che ha dimostrato come, ove ci sia la volontà di procedere speditamente con i medesimi obiettivi, è possibile trovare condivisione e vera partecipazione – afferma Paolo Arcelli, direttore di Cna Umbria -. Di fatto un serrato confronto tecnico-politico tra gli uffici regionali e le associazioni di categoria, utilizzando al meglio anche il periodo estivo, ha consentito di poter ultimare un testo largamente condiviso che comunque andrebbe apprezzato, come ha detto il presidente della seconda Commissione consiliare, Gianfranco Chiacchieroni, per il suo contenuto di lungimiranza e strategicità”.
“Le parole d’ordine da sempre della piccola impresa, e nello specifico delle imprese artigiane, riecheggiano pienamente nel testo: semplificazione burocratico-amministrativa, sussidiarietà pubblico-privato, attenzione ai principi dello ‘Small business act’ con misure a sostegno del credito, della promozione delle produzioni, dei servizi strategici, della formazione professionale attagliate alla minore dimensione aziendale, quella micro piccola impresa che sembra sempre esclusa dalle politiche cosiddette industriali da un lato, ma anche da quelle riservate alle Pmi, che guardano più alle mediograndi che alle piccole” dichiara Sergio Bova, segretario di Confartigianato Imprese Umbria.
“La consapevole rinuncia a commissioni e comitati ormai superati per i tempi attuali ha portato ad immaginare una sburocratizzazione massima degli adempimenti per l’apertura di un’attività, ipotizzando la costituzione di uno sportello definito ‘agenzia per le imprese’ che potrebbe fare da interlocutore ai sempre attesi ‘sportelli unici’ della pubblica amministrazione, in modo da rendere facile per l’imprenditore artigiano trovare in un unico luogo la sua certificazione d’impresa e che gli permetterà di dedicarsi più compiutamente al suo lavoro e alla sua azienda” – aggiunge Arcelli -. “Ora - concludono Arcelli e Bova - ci aspettiamo un celere esame da parte degli organi competenti per portare a compimento l’iter legislativo, per il quale ci dichiariamo disponibili a essere coinvolti pienamente da chi vorrà più puntualmente confrontarsi sui contenuti del testo. Ci auguriamo che i già buoni contenuti del testo unico siano compiutamente sostenuti con risorse che possano davvero incidere sulle politiche per l’artigianato umbro, che sta soffrendo in pieno questa crisi, contro la quale non può servirsi di altra strumentazione”.




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