CITTA’ DI CASTELLO – L’estate più siccitosa degli ultimi 30 anni, gravemente indiziata a non rimanere sola nel generale scenario del cambiamento del clima, ha messo a dura prova l’agricoltura umbra, soprattutto il tabacco che, notoriamente, è una coltura che ha bisogno di molta acqua. E anche se il sistema di approvvigionamento idrico ha retto, grazie al “gioco di squadra” delle istituzioni e dei soggetti interessati, si pone oggi con forza la necessità di sviluppare pratiche più efficienti e metodologie innovative, per arrivare ad una razionalizzazione e ad una ottimizzazione dell’utilizzo di una risorsa così preziosa, in un contesto complessivo che venga incontro non solo alle esigenze dell’agricoltura, ma a quelle di tutti i cittadini.

È quanto è emerso stamani dal convegno “Tabacco/Acqua, possibili soluzioni per una convivenza equilibrata”, che ha concluso oggi a Cerbara (Città di Castello) la “tre giorni” di “AgriTab”, una manifestazione dedicata principalmente al tabacco, ai suoi problemi e alle sue prospettive, ma che quest’anno (come ha sottolineato il presidente del Comitato Organizzatore Fabio Nisi) si è caratterizzata per una riflessione complessiva sull’agricoltura.

“Il positivo lavoro comune fra le istituzioni preposte – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria Fernanda Cecchini, presente al convegno con l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti e gli assessori di Città di Castello Enrico Carloni e Domenico Caprini  – ha salvato quest’anno la produzione del tabacco. Occorre comunque continuare a lavorare in direzione di pratiche e metodologie innovative che facciano risparmiare ai coltivatori sia soldi che acqua. Abbiamo investito in progetti-pilota, nei prossimi giorni lavoreremo ad uno specifico bando del Programma di Sviluppo Rurale per i comuni tabacchicoli, nel quale trovino spazio impianti irrigui innovativi, e ci impegneremo perché nel prossimo ‘Psr’ i problemi legati all’acqua abbiano ampia cittadinanza. Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di dare stabilità e garanzie agli invasi più grandi, così che siano serviti tutti i territori, per utilizzare l’acqua nel migliore dei modi, non soltanto per l’agricoltura, ma per tutti i cittadini, per i quali l’acqua è un bene essenziale”.

“L’Umbria ha investito molto sull’acqua – ha detto l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti – e continuerà a farlo. Nel quadro del mutamento climatico in corso, gli invasi e la loro messa a sistema assumono un significato cruciale”.

“Non esiste dicotomia fra grandi e piccoli invasi – ha detto Giuliano Polenzani, dirigente dell’assessorato regionale all’agricoltura, che ha tenuto la relazione introduttiva -; oggi in Umbria abbiamo un sistema basato sui grandi invasi, ma collegato con un sistema di piccoli invasi, così da disporre di una rete capillare di distribuzione dell’acqua sul territorio. Le prossime strategie – ha aggiunto Polenzani - devono essere indirizzate al risparmio idrico, avviando una progettazione che integri completamente i vari sistemi”.

Secondo il meteorologo Andrea Giuliacci, ci si dovrà sempre più abituare ad una alternanza di siccità e di precipitazioni di accresciuta intensità, nel quadro generale, che interessa anche l’Italia, di una complessiva e consistente riduzione della piovosità. Meglio, dunque, correre per tempo ai ripari.

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