Le piazze d’Europa contro l’austerity. Oggi Parigi, ieri Madrid, Lisbona e in Germania. Il 27 ottobre tutte e tutti a Roma!

Migliaia in piazza oggi a Parigi. Vogliono il referendum contro i trattati imposti dall'Unione Europea e stoppare le misure antipopolari.
Contro “l’austerità permanente" in Europa e la prossima ratifica del Fiscal Compact, una sessantina di organizzazioni della sinistra, sindacali e movimenti sociali manifestano oggi a Parigi. Il corteo è partito intorno alle 14.00 a Place de la Nation per concludersi in Place d'Italie. La manifestazione chiederà al Presidente della Repubblica Hollande di indire un referendum al fine di permettere ai francesi di esprimersi sul Fiscal Compact. I sondaggi dicono che il 65% della popolazione francese ritiene necessaria l’indizione del referendum e considera un atto del tutto antidemocratico l’approvazione parlamentare in assenza di una consultazione popolare.

A Lisbona decine di migliaia di portoghesi hanno invaso Piazza del Commercio per protestare di nuovo contro le politiche di cosiddetto rigore che minacciano di gettare il paese in una miseria ancora peggiore di quanto non abbiano già fatto i tagli precedenti allo stato sociale e al lavoro. Intorno alle 18 di ieri, in Praça do Comercio, c’erano dalle 70.000 (per la polizia) alle 175.000 persone. Una manifestazione organizzata dalla Cgtp in primo luogo "contro il furto dei salari e delle pensioni di anzianità" che ha visto la partecipazione attiva del cosiddetto movimento degli indignati portoghesi.

A Madrid sono passati solo due giorni di pausa e di pioggia, e Plaza de Neptuno è tornata ad essere scenario di contestazioni pacifiche e purtroppo di nuove cariche della polizia.
Come mercoledì scorso, la manifestazione non è stata autorizzata dall'amministrazione comunale madrilena. Ma l'affluenza di partecipanti di ogni estrazione sociale e provenienza geografica dignitosamente stipati in una folla dal chiaro atteggiamento pacifico, non sembrava destare inizialmente particolari preoccupazioni nelle forze dell'ordine, schierati dietro le transenne che impediscono l'ingresso a Calle de Cedaceros, dove ha sede la Camera dei deputati. Striscioni e altoparlanti ripetono ossessivamente le richieste di sempre ma anche altre meno scontate: ledimissioni di Rajoy, colpevole di colpire i più deboli per dare alle banche e di aver vinto le elezioni promettendo riforme rimaste nel cassetto; nuove elezioni per un governo finalmente rappresentativo della popolazione e non della Troika europea; e un referendum per decidere sull'entità dei tagli e sulla destinazione degli aiuti dell'UE.

Perfino in Germania ieri ci sono state decine di manifestazioni per la re-distribuzione del benessere. Migliaia di persone hanno protestato in Germania, nella "giornata d'azione per la re-distribuzione del benessere", un evento organizzato da sindacati ed associazioni.
L'ultimo rapporto federale sulla distribuzione della ricchezza ha confermato quanto gli organizzatori sospettavano da tempo: durante la crisi, i ricchi si sono arricchiti e i poveri impoveriti.

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