PERUGIA (AviNews) - Opera sotto il marchio “Campagna umbra” e ha già ottenuto notevoli risultati, partecipando a numerose fiere, realizzando un catalogo e una collezione interamente “made in Umbria”, la rete di otto imprese che operano nel settore dell’arredamento di interni, aderenti a Confartigianato Imprese Perugia.

Nato nel 2010, con l’obiettivo di far fronte alle sfide poste dalla globalizzazione economica e dalla crisi che ha investito i mercati nazionali e internazionali, il cluster ha voluto far conoscere il lavoro svolto in questi due anni di attività, presentandosi alle istituzioni regionali con un incontro che si è svolto, mercoledì 19 settembre, nella sede perugina di Confartigianato Imprese. Oltre ai rappresentanti delle aziende coinvolte, all’appuntamento hanno preso parte Sergio Bova, segretario regionale Confartigianato Imprese Umbria, Giorgio Moretti e Giovanni Pieracci, rispettivamente presidente provinciale e presidente della Federazione legno e arredo di Confartigianato Imprese Perugia. Per la Regione Umbria erano presenti Franco Billi, responsabile del servizio politiche per il credito e internazionalizzazione delle imprese, e Massimiliano Tremiterra, direttore del Centro estero Umbria.
“In questa situazione di forte crisi – ha spiegato Moretti -, le piccole imprese artigiane, da sole, hanno una grande difficoltà ad affrontare i mercati esteri, che richiedono grande professionalità, mezzi, e anche progettualità. La nostra idea è stata quella di sfruttare qualità e potenzialità di tutte le imprese, aderenti alla rete, e di porre queste sotto un’unica guida, specializzata e capace, in grado gestire il cluster e creare un prodotto innovativo che abbia più appeal nei mercati”. Il cluster in questione è, infatti, di tipo verticale, con una sola regia di progettazione e un marchio unico, e ne fanno parte aziende, che operano in settori tra loro complementari e non concorrenziali, che mettono a disposizione le loro specificità, a favore di un unico risultato finale. Ad oggi, le imprese aderenti al cluster sono “Carini Ceramiche” di Gualdo Tadino, “Artelegno” di Spello, “L’antica Deruta” di Deruta, “Vulcania” di Magione, “Baiocco Marmi” di Perugia, “Artelegno80” di San Giustino, “L’arsenale” e “Seggiolificio Pieracci” di Città di Castello, ognuna delle quali realizza una componente del prodotto finale: i mobili, la cucina, i pavimenti, il ferro battuto o le ceramiche.
“La struttura economica della nostra regione - ha commentato Billi -, caratterizzata da numerose imprese di modesta entità, impone un coordinamento per favorire l’internazionalizzazione e la penetrazione nei mercati esteri. Va in questa direzione lo sforzo della Regione Umbria di individuare delle risorse aggiuntive destinate al supporto dei cluster, che si è concretizzato con lo stanziamento di 500mila euro per il 2012 e altri 500mila per il 2013”. “Guardiamo con favore – ha concluso Tremiterra - a queste iniziative di aggregazione, che sono essenziali per poter permettere alle aziende di competere a livello internazionale. Mi riferisco in particolar modo a quelle imprese medie e piccole che, per capitale sociale, risorse e personale, non hanno la possibilità di seguire individualmente i mercati in crescita, che sono, poi, anche quelli più lontani”.

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