Gli scandali alla Regione Lazio e l’ipocrisia della Polverini
“Svolta o andiamo tutti a casa”. Così ha sentenziato la “povera” presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Ipocrita, ma quale svolta, la votazione al consiglio regionale è tutta una pagliacciata. Nessuno come tutte le altre numerosissime corruttele pagherà, andrà a casa.
Oramai siamo “all’assalto alla diligenza”, siamo all’ingordigia da basso impero. Quello che sta accadendo alla Regione Lazio, fa tutt’uno con l’altra grave notizia, quella che non sarà una società di certificazione esterna alla Camera a garantire sulla trasparenza dei bilanci dei Gruppi parlamentari. Faranno da soli. Insomma controllati e controllori saranno le stesse persone, un po’ come mettere a guardia del pollaio la volpe.
C’è solo una ricetta per stroncare l’attività di tutti i truffatori: riportare le cariche istituzionali a una remunerazione uguale a quella degli stipendi degli operai specializzati. Per i parlamentari qualcosa di più. Insomma creare le condizioni affinché lì in quegli scranni, nessuno può pensare di costruirsi una vita.
Così ci sarà un ricambio spontaneo della classe dirigente. Chi parteciperà alla vita istituzionale come amministratore, lo farà perché non sarà attratto dai facili guadagni, senza rischiare nulla e non rispondendo a nessuno del proprio operato, bensì perché animato da spirito di servizio verso la propria collettività comunale, regionale o nazionale che sia. Un periodo di tempo della propria vita, messo a servizio della società. Ovviamente togliere subito qualsiasi privilegio. Si prende la sola semplice remunerazione e basta. A
Ancora un obbligo: tutti quelli che si candidano devono mettere nella pubblica piazza tutti i loro averi. In altre parole la trasparenza deve essere un obbligo di Legge. Altro che privacy, non è mica un obbligo andare ad amministrare la cosa pubblica. Infine se qualcuno ruberà ancora, in galera senza tanti complimenti. Come avviene in tutti gli altri Stati democratici.
Il vero problema dell’Italia, sono queste classi dirigenti, in massima parte formate da puttanieri e corrotti. Non mi si cuci addosso l’etichetta di grillino. Non l’ho mai sopportato, anche se qualche risata me la fa fare, come pure riconosco che quando parla di Casta, ha delle ragioni da vendere. Non sono un qualunquista, ho un passato di militanza quotidiana e gratuita alle spalle, lungo quaranta anni.
Renato Casaioli




Wednesday
19/09/12
14:38
"Non mi si 'cuci' addosso l'etichetta di grillino". Ma mi facci il piacere!!!