Incendi Umbria: sottodimensionato rispetto esigenze il dispositivo di emergenza
TERNI - I gravissimi incendi che hanno interessato l’Umbria durante tutto il periodo estivo hanno distrutto vastissime aree di profondo interesse naturalistico e paesaggistico, esponendo le popolazioni e i loro beni a gravissimi rischi, ed in diversi casi a danni conclamati anche di natura fisica. L’entità e la consistenza degli eventi hanno fatto emergere l’insufficienza del dispositivo di emergenza messo in campo dalla convenzione tra Regione dell’Umbria e Direzione Regionale VV.F utilizzato per fronteggiare con solo due squadre, costituite da cinque unità ciascuna e dislocate una presso il Comando VV.F di Perugia ed una presso quello di Terni, le diverse operazioni di soccorso che hanno interessato tutto il territorio regionale, in quanto decisamente sottodimensionato rispetto alle reali esigenze del territorio.
L’impegno dei Vigili del Fuoco dell’Umbria è andato, nei fatti, ben oltre quanto richiesto dalla convenzione. Per tutto il periodo estivo si è dovuto fare ricorso al personale in servizio ordinario per l’emergenza incendi boschivi, sottraendo, inevitabilmente risorse importanti alla restante parte del soccorso che quotidianamente viene svolto dai Vigili del fuoco (incidenti, incendi di diversa natura, soccorsi a persone, incidenti industriali, ecc).
Tutte le squadre delle Sedi Centrali di Perugia e Terni e dei relativi distaccamenti, sono state più volte impiegate per diversi giorni nella lotta attiva contro gli incendi boschivi. A ciò si è aggiunta anche la necessità di richiedere il supporto di squadre VV.F provenienti da altre regioni.
La tempestività che ha caratterizzato l’operatività delle squadre VV.F ha consentito di evitare che piccoli incendi potessero diventare situazioni ben più grandi . Questo massiccio impiego del personale VV.F ha esposto le popolazioni al rischio concreto di non vedersi portare soccorso per le altre tipologie d’intervento. Solo il caso ha voluto che all’emergenza incendi boschivi non si siano sovrapposte emergenze di diversa natura, più o meno gravi.
Si rammentano, a tal proposito, le diverse emergenze sismiche che nel recente passato hanno interessano la Regione, anche con conseguenze gravissime. A ciò si aggiunga che a breve, l’emergenza incendi boschivi, potrebbe essere sostituita da una emergenza diffusa a causa dei dissesti idrogeologici da questa derivanti. In questo quadro, già di per sé critico, generato evidentemente dalla carenza di personale e di presidi sul territorio, si innesta la discussione sulla revisione della spesa pubblica.
Il D.L. n° 95 del 6 Luglio 2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, infatti, prevede la riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio. L’articolo in questione, interpretato tenendo conto della rimodulazione/soppressione delle circoscrizioni provinciali, apre a scenari preoccupanti sotto il profilo del soccorso pubblico espletato dai Vigili del fuoco.
E chiaro che eventuali accorpamenti di Provincie limitrofe interverrebbero anche sugli ambiti di competenza delle Prefetture, ore UTS, e sugli ambiti di competenza degli altri uffici periferici delle Amministrazioni dello Stato, compresi i Comandi provinciali dei vigili del fuoco. Nella sostanza è certa la soppressione di numerosi Comandi provinciali che verrebbero, di conseguenza, declassati ad entità di minore valenza operativa. Inoltre, come naturale conseguenza, verrebbe meno la stessa necessità di mantenere in piedi le strutture Regionali di coordinamento (Direzioni regionali), quando sulla medesima regione non insistono più Comandi provinciali.
Si rammenta la notevole importanza delle Direzioni regionali dei Vigili del fuoco, in tema di protezione civile, quale organo di raccordo tra la Regione e il Corpo nazionale, componente essenziale ai sensi della L. 225 del 1992.
Il recente passato, del resto, vedeva già ricadere la Regione Umbria, sotto la gestione territoriale della Direzione regionale dei Vigili del fuoco delle Marche, in Ancona. L’istituzione della Direzione regionale per l’Umbria fu un notevole passo in avanti per la sicurezza dei territori, spesso interessati da calamità di elevato livello. Il rischio concreto è quello di perdere questo presidio, oltre al Comando di Terni.
A tal proposito si sottolinea la necessità di lasciare immutate le strutture VV.F istituite nelle Regione a prescindere dagli ambiti provinciali scaturenti dall’applicazione della spending review. Questo perché l’attuale dimensionamento delle dotazioni organiche e dei relativi mezzi, connaturati alle entità amministrative VV.F esistenti, sono già di per sé insufficienti a garantire le condizioni minime di sicurezza dei territori di competenza.
Un ulteriore declassamento determinerebbe l’impossibilità di garantire la sicurezza delle popolazioni e sarebbe foriero di ingentissimi danni alle strutture civili ed industriali e paesaggistiche, in un momento in cui l’economia della Regione deve essere difesa a tutti i costi. In questo senso, chiediamo un impegno forte della politica Umbra per garantire alle popolazioni un servizio di soccorso pubblico realmente efficace, evitando così la riduzione del dispositivo di emergenza dei Vigili del fuoco attualmente in essere.

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