Città della Pieve - A Rifondazione non piace il Piano di riassetto della sanità
di Renato Casaioli
Città della Pieve - A Rifondazione comunista non piace affatto il Piano di riassetto della sanità regionale, che dovrebbe portare secondo quanto asseriscono, ad una sostanziale chiusura dell’attuale struttura ospedaliera di Città della Pieve. Attraverso un comunicato stampa, Rifondazione fa capire chiaramente che non è disposta a mediazioni. O si lascia l’ospedale così com’è, o sarà mobilitazione cittadina.
“Dopo una lunga estate di polemiche – scrive il circolo di R.C. pievese - riteniamo che la questione sanità del Trasimeno non possa essere archiviata”, annunciando l’avvio di una vera campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione. Facendo intendere che l’assessore alla sanità Franco Tomassoni, sarà messo sotto assedio, “affinché faccia, ragionevolmente, un passo indietro rispetto al riassetto sanitario ipotizzato per il territorio del Trasimeno-pievese”.
“Ciò che chiediamo è che siano rispettati gli impegni presi con la firma del Protocollo d’intesa del 2005 e che qualsiasi modifica a tale accordo passi per una concertazione con i territori interessati, rigettando le proposte fino ad ora fatte (in via peraltro non ufficiale), ritenendo necessario che l’eventuale scelta sull’individuazione dell’ospedale di territorio, in alternativa all’ospedale unico comprensoriale, sia fatta esclusivamente nell’ottica di una maggiore efficienza ed efficacia. Crediamo ci siano le possibilità per rivedere le scelte fatte e ci batteremo affinché ciò avvenga, nell’idea che non debbano essere i cittadini pievesi, dopo anni di promesse non mantenute, a pagare il prezzo dei tagli alla sanità regionale”.




Thursday
13/09/12
15:13
Come autrice del comunicato stampa del Circolo di Rifondazione Comunista di Città della Pieve vorrei fare chiarezza, onde evitare errate interpretazioni, su due passaggi.
In primo luogo non è nostra intenzione mettere sotto assedio nessuno, tanto meno l'Assessore alla sanità Tomassoni, detto ciò però non faremo alcun passo indietro rispetto alle nostre posizioni di netta contrarietà all'ipotesi di riforma sanitaria del Trasimeno-pievese e contrasteremo con i mezzi a nostra disposizione le proposte volta alla riconversione del plesso ospedaliero Pievese.
In secondo luogo mi preme specificare chiaramente come non è nostra la frase "o si lascia l'ospedale così com'è, o sarà mobilitazione cittadina", in quanto crediamo che il livello attuale dell'ospedale di Città della Pieve, in termini di prestazioni e professionalità, non sia sufficente e non è nostra intenzione chiedere che rimanga invariato, ma tutt'altro, chiediamo che sia implementato poichè riteniamo inspiegabile il depotenziamento subito negli ultimi anni.
Ringraziando della pubblicazione del nostro comunicato stampa, ritengo che tali precisazioni siano necessarie per una maggiore trasparenza e chiarezza.
La Segretaria del Circolo PRC di Città della Pieve