PERUGIA - Economia umbra in affanno e sistema produttivo in ''forte rallentamento'', non solo per il peso dell'attuale fase recessiva, ma di un quinquennio ''davvero duro'': e' il quadro che emerge dal Rapporto sulle economie territoriali elaborato dall'Ufficio studi della Confcommercio. Infatti, a parte la ''boccata di ossigeno'' rappresentata dal periodo 2010-2011, nel quale la regione ha registrato un ritmo di crescita modesto (+1,4%, pari alla media nazionale, ma superiore alla media del centro, che e' +1,1%), tra 2008 e 2009 la crisi - rileva Confcommercio in una nota - si e' manifestata con un picco negativo di -4,9% (''nettamente superiore'' sia alla media nazionale, pari a -3,4, sia a quella delle regioni del centro, pari a -3,1%) cui si somma il -1,3% stimato per il periodo 2012 -2013 (in media con il resto d'Italia).

Una fase recessiva che secondo l'organizzazione si e' sommata all'altra, protraendosi nel tempo, fiaccando imprese e famiglie e determinando una riduzione della produttivita' del lavoro. ''Il Rapporto sulle economie territoriali evidenzia per l'economia un'attualita' spesso drammatica e in futuro ancora molto grigio'', commenta Confcommercio. ''E' certamente positivo che il commercio, come gli altri servizi di mercato, tenga in termini di contributo al Pil e agisca - aggiunge l'organizzazione - come attrattore di occupazione anche in tempi di crisi. Ma, date le prospettive dei consumi, i margini delle imprese sono in continua riduzione. Per questo, a tutti i livelli istituzionali, occorre mettere in campo uno sforzo straordinario per riavviare il processo di crescita e non fare pagare alle imprese il drammatico prezzo della crisi''. (ANSA)

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