Olimpiadi: cosa fare per uno Sport pulito
Intervengo in merito alla vicenda del doping alle Olimpiadi per far sentire la voce di uno sportivo che ha avuto incarichi regionali (componente della consulta allo sport in rappresentanza del consiglio regionale) e nazionali (Presidente nazionale FIASP, Presidente Provinciale UISP e membro del direttivo nazionale) nonché Presidente dell’Amatori Podistica Terni per 28 anni.
Oltre a punire chi induce al doping bisogna intervenire severamente e pesantemente su chi non esegue i controlli e su chi fa ricerca finalizzata a scoprire nuove sostanze dopanti. La legge c’è va applicata senza guardare in faccia se trattasi di nomi che richiamano l’attenzione generale o atleti che vogliono uscire dall’anonimato.
Quello che per me è l’elemento centrale è che tutti insieme istituzioni, società sportive, associazioni, agenzie educative, in primis la scuola, dobbiamo condurre una battaglia culturale ed etica: lo sport non è un fenomeno finalizzato al primato ed alla vittoria a qualunque costo, ma confronto tra atleti che si battono lealmente nelle stesse condizioni per un obiettivo implicito nella natura umana, la vittoria nella competizione, ma anche e soprattutto il miglioramento dei propri limiti negli sport individuali o della prestazione collettiva in quelli di squadra.
Si deve uscire da un impianto sportivo sempre vincitori, qualunque sia il risultato finale ai fini della classifica.
Propongo a tutte le forze del mondo dello sport, alle forze politiche del centrosinistra, una campagna di sensibilizzazione, con conferenze, dibattiti, interventi televisivi contro il fenomeno doping e per uno sport pulito.
Giocondo Talamonti




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