Le due volpi della Goldman Sachs e i polli della sinistra
di Gianluca Ferrara *
Disinformazione sistematica all'apoca del governo "tecnico": i "salvatori" dell'Italia e dell'euro sono tra i fondatori e gestori del sistema entrato in crisi e che chiede a noi di pagare il conto. Ogni giorno vengono pubblicati migliaia di libri (solo in Italia quasi 200), stampate milioni di pagine di giornali, trasmesse alla radio e alla Tv infinite quantità d'informazioni, sul web navigano una marea di notizie che approdano veloci sullo schermo dei nostri Pc. Eppure, temo, che il nostro tempo sia quello in cui mai nella storia dell'uomo si sia giunto ad un così pianificato livello di disinformazione. Manca una reale consapevolezza e soprattutto il senso della realtà: sembra che ognuno sia diventato il protagonista del The Truman Show ove una regia occulta programma ogni bisogno e ogni pensiero.
Esempi palesi di come ai più siano celati i veri scopi di coloro che siedono nella cabina di regia di questo show, è il ruolo svolto da Monti e Draghi. Entrambi, nonostante il potere che esercitano, non sono stati eletti da nessuno e da molti sono addirittura indicati come i salvatori, rispettivamente dell'Italia e dell'Europa. Albert Einstein sosteneva che «i grandi problemi che abbiamo di fronte non possono essere risolti con la stessa mentalità che li ha generati». Ma oggi viviamo nell'assurdità dei tecnici, che hanno progettato la casa che ci è crollata addosso, scelti per ricostruirla seguendo lo stesso errato progetto. Monti fino a poco prima di essere nominato primo ministro è stato international advisor della Goldman Sachs, la più potente banca d'affari degli Usa, in grado di condizionare i mercati e speculare sui titoli di stato. Una banca che ha come unico obiettivo il profitto senza alcun tipo di deontologia, la stessa che nel 2006 ha prodotto ben 3.1 miliardi di dollari dei famigerati Cdo, i cosiddetti titoli-salsiccia che sono stati all'origine della bolla dei mutui subprime.
Anche l'altro super Mario, dal 2002 al 2005, proprio il periodo in cui negli Usa le banche d'affari sguazzavano nel fango delle speculazioni, è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della citata Goldman Sachs. Una banca, che tra l'altro, ideò gli Swap con i quali permise alla Grecia di mascherare il proprio debito e di aggirare i vincoli per entrare nell'Euro. Quindi oggi tra le acclamazioni di importanti giornalisti, anche di sinistra, abbiamo le volpi alla guardia del pollaio. E il loro comportamento di questi mesi è evidente: in Italia Monti e la sua ipocrita ministra piangente hanno tolto alle classi deboli per tutelare quelle privilegiate; in Europa Draghi, immettendo 1000 miliardi con un tasso dell'1% nel circuito creditizio non ha fatto altro che armare gli speculatori contro gli Stati. Il denaro le banche non l'hanno girato per sostenere il credito di famiglie e imprese, ma usato per ripianare i debiti del sistema bancario ombra. Come suggerito da più parti, sarebbe stato il caso di disarmare questi sciacalli (vietando alle banche di avere filiali nei paradisi fiscali, spingendo per la Tobin Tax e rendendo la Bce prestatrice di ultima istanza) e, attenendoci al nostro Paese, creare una banca centrale controllata dallo Stato che ricevendo in prestito i soldi dalla Bce li avrebbe girati ad un basso tasso d'interesse alle aziende. Invece i capitali vengono dati alle banche private che,quando non li usano per ripianare i loro debiti, comprano titoli pubblici che offrono tassi fino al 5, 6%.
Del resto questi mediatori, a differenza dei tanti operai non se la passano male se si pensa che in piena crisi (dati 2009) la Goldman Sachs ha pagato ad ognuno dei suoi 28.000 dipendenti 595.000 dollari. Ma il punto è proprio che mentre gli operai (vedi Pomigliano) ci perdono dalla crisi in termini di meno diritti sindacali e più lavoro a parità di reddito, i dipendenti di queste banche ci guadagnano, anzi si arricchiscono.
Con l'approvazione del Fiscal Compact, come giustamente afferma Paolo Ferrero su questo giornale, l'azione del governo Monti rappresenta un vero e proprio binario obbligato per i prossimi 20 anni. Per farci ingoiare l'ultimo boccone amaro del neoliberismo servivano i tecnici. A breve, quando il compito dei tecnici sarà finito, occorrerà scegliere se far tornare i burattini o eleggere chi vuole recidere questo legame.
da "il manifesto"




Thursday
23/08/12
08:17
L'articolo tocca un punto delicato che coinvolge il concetto stesso di "democrazia" che, come noto, è basata sul principio : Una testa, un voto.
In un sistema democratico non importa quale contenuto ci sia nella testa!
Il voto di uno sciocco vale quanto quello di un esperto della materia su cui si deve decidere.
Le conseguenze? chi ha potere di influire mediaticamente sugli sciocchi vince, visto che noi sciocchi siamo la maggioranza! Proprio come vince chi convince che il proprio prodotto lava più bianco.
Vogliamo mettere in discussione il principio sdtersso della democrazia? Volgiamo selezionare i votanti sulla base di un test di intelligenza prima di andare alle urne?, volgiamo sottoporre i candidati alla macchina della verità per scoprire i loro veri valori etici? Non so cosa sia meglio. Ma questa è la situazione.
Per evitare che si formi una oligarchia della conoscenza forse sarebbe ora di rimettere in discussione i principi della democrazia, ma solo a parlare del problema diventa un pericoloso "balzo all'indietro".
E allora non sorprendiamoci se chi sa di più impone la sua volontà e abbindola i gonzi facendogli credere ogni tipo di sciocchezza. E' sempre stato così.
Accettiamo di buon grado che chi é padrone della conoscenza ci possa abbindolare. Non ci resta che studiare e cercare di capire per comprendere i fenomeni per competere con eguali conoscenze.
Ma poi, una volta acquisite le conoscenze, perché uscire dalla oligarchia della consosenza e metterle al servizio dei "gonzi", che comunque non capirebbero che si sta agendo nel loro interesse?
Thursday
23/08/12
12:07
Caro Giampaolo,
infatti lo scopo della democrazia non è di garantire il governo dei migliori. Difatti, come rammentavi, in democrazia governa la maggioranza del paese che non è sempre la parte migliore della società (direi a guardare l'Italia e la sua ultima maggioranza parlamentare non lo è di certo). Lo scopo della democrazia è garantire la sopravvivenza delle minoranze che, come ha dimostrato la storia dalla nostra resistenza in giù, sono coloro che hanno salvato i popoli e/o determinato svolte importanti nella storia dell'umanità. Questo nella speranza che l'umanità maturi e il rapporto fra persone inconsapevoli (ovvero le persone grette, individualiste, ignoranti) e le persone consapevoli (altruiste, oneste, generose) cambi.
Auguri a tutti!
Thursday
23/08/12
15:58
Cosa sia oggi la democrazia é un tema complesso.
Il personalmente credo che dovrebbe essere una forma di governo che consenta a tutti di esprimere liberamnte la propria opinione sulle scelte comuni, senza censure e senza porre alcuna limitazione di età sesso, cultura o istruzione.
Credo però che le decisioni più sagge e lungimiranti non possano essere prese che dalle persone più colte ed intelligenti di cui la comunità dispone, con la ovvia limitazione che vadano nell'interesse della maggioranza (non di tutti, visto che ogni decisone genera inevitabilmente degli scontenti).
La questione, in questa accezione, si ridurrebbe a garantire a tutti eguale visibilità e definire dei criteri che consentissero di demandare le decisioni ai più intelligenti e lungimiranti dopo aver vagliato la loro onestà intellettuale.
La intelligenza, la cultura e la istruzione si potrebbero anche misurare scientificamente con dei test, la onestà intellettuale haimè ancora no.
A pensarci bene, sottoporre i politici, qualora sia acclarata la loro cultura ed intelligenza, anche al vaglio della macchina della verità quale presupposto per la loro candidatura, non mi pare una idea poi così astrusa.
Il fatto grave, a mio parere, è che ora non si valuti neppure il loro grado di intelligenza.
Mi piacerebbe che altri scrivessero sulla loro concezione di democrazia visto che disponiamo di questo blog che grazie al prezioso lavoro della sua redazione, consente a tutti noi di poterci esprimere liberamente e quindi di relizzare, almeno in parte, il concetto di democrazia nella mia definizione.