Taranto insegna: si ai diritti, no ai ricatti
I lavoratori autorganizzati, i Cobas della Thyssenkrupp e la confederazione Cobas di Terni esprimono solidarietà ai lavoratori dell’Ilva e ai tarantini in lotta che, prendendosi la parola, hanno ricacciato al mittente il ricatto: o lavoro o salute, o morire di fame o morire avvelenati devastando la salute collettiva ed il territorio.
Da Taranto parte un esempio per voltare pagina rispetto alla gestione della crisi che non deve essere - com’è stata sino ad oggi- un’opportunità per il padronato e la casta politica neoliberista di tagliare diritti, pensioni e salari ma deve fornire la possibilità, attraverso un conflitto sociale di massa, di imporre un nuovo modello di sviluppo non più basato sulla devastazione ambientale, sulle morti di lavoro e lo sfruttamento dell’uomo e del territorio.
Da Taranto viene un bellissimo esempio che mette paura a chi ha gestito la crisi tutelando gli interessi delle caste economiche sindacali e politiche e non è un caso che -attaccando il diritto costituzionale della libera espressione- si tenti di criminalizzare chi si oppone a padron Riva ed ai suoi compari del sindacato di stato denunciando/intimidendo decine di manifestanti per interruzione di comizio sindacale, quando il vero comizio è stato quello che il “comitato dei lavoratori e dei cittadini” ha portato in piazza.
Un vento caldo del sud soffia da Taranto operaia, auspichiamo che si diffonda nel paese e nelle fabbriche contro un sindacato di stato che sempre di più serve a tutelare padroni ed interessi economici forti.




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