Promozione turistica: Umbria regione virtuosa
Eugenio Pierucci
A rendere giustizia all’Umbria per quanto riguarda la spesa regionale per il turismo è arrivata una rilevazione, per certi versi stupefacente, dell’ufficio studi di Confartigianato, per quanto riguarda gli sprechi che si scommettono in tante realtà italiane. La nostra Regione è infatti quella che in assoluto ha speso di meno per ogni turista “catturato”: infatti, in Umbria per promuovere il turismo e convincere italiani e stranieri a preferire il “cuore verde d’Italia” per i loro soggiorni vacanzieri, Palazzo Donini ha speso 4,7 milioni l’anno che, suddivisi per 2.054.611 turisti che si sono lasciati convincere, fanno qualcosa come 2,31 euro ciascuno.
Basti pensare che la media nazionale è di 9,50 euro, con punte, però, che salgono a 63,29 euro a testa per il Molise, tallonato da presso dalla Valle d’Aosta con 59,10 e dalla Basilicata che di euro a turista ne ha spesi 48,82.
Dietro l’Umbria la palma di regione virtuosa è stata assegnata al Veneto, che per la promozione turistica vanta una spesa complessiva di 37,6 milioni che suddivisi per i 14.483.515 visitatori “catturati” fanno una media di 2,58 euro a testa.
Il podio si completa con il Lazio che conta su 10.289.243 turisti in visita per una spesa complessiva di 29,5 milioni ed una media a testa di 2,87 euro.
E nel misurare la produttività della spesa sostenuta per promuovere la verde Umbria il lettore non si lasci ingannare dalle cifre che abbiamo citato, riprendendole pari pari dallo studio di Confartigianato, che premierebbero a prima vista di più il Veneto, con oltre 14,5 milioni di visitatori, e del Lazio che ne vanta più di 10, rispetto ai “soli” 2 dell’Umbria: intanto perché si tratta di realtà geografiche di gran lunga più vaste e beneficiate da centri storici fra i più importanti al mondo, quali Roma che, oltre al suo incredibile passato storico, beneficia fortemente dall’essere sede del Vaticano e dei più importanti musei e monumenti della cristianità che richiamano ogni anno masse infinite di pellegrini.
Non di meno Venezia, città “cattura-turisti” come poche altre al mondo. E poi l’Umbria, è noto, non ha sbocchi al mare e quindi non può contare, se non in modesta misura (i suoi laghi soprattutto) dell’apporto fondamentale del turismo balneare. I 2 milioni di turisti che ogni anno ci preferiscono rappresentano quindi un piccolo miracolo basato su pochi ma preziosi “assi” quali le prestigiose manifestazioni culturali che l'Umbria riesce a mettere in campo, un patrimonio culturale come ce ne sono pochi al mondo ed un paesaggio che non teme confronti, come dimostrano i “big” dello spettacolo internazionale che sempre più numerosi cercano e trovano casa nella nostra regione.
Tutto questo per buona pace di chi, e non sono pochi, con enorme disprezzo per la verità si attarda spericolatamente a mettere sotto accusa la politica promozionale delle istituzioni umbre per quanto riguarda il turismo, parlando di sprechi e, scimmiottando l'indimenticabile "ginettaccio", sostenendo che "l'è tutto da rifare". Evidentemente la partecipazione ai saloni internazionali del turismo, le grandi mostre, l'affidarsi a prestigiosi testimonial nazionali ed internazionali, i viaggi promozionali qua e là per il mondo, rendono e le cifre fornite da Confartigianato che abbiamo appena citato stanno lì a confermarlo.




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