Zootecnia/ L'assessore Cecchini presenta lo schema del piano al tavolo regionale
PERUGIA - "Per il futuro della zootecnia umbra, avremo entro l'anno lo strumento che fisserà le linee strategiche e gli interventi per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile di tutti i tipi di allevamento, sancendo un nuovo patto tra allevatori, ambiente e cittadini nel segno della sostenibilità e dell'innovazione". Lo ha detto l'assessore alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini, nella riunione del tavolo regionale per la zootecnia, convocata per illustrare il primo schema del Piano zootecnico regionale.
"Era l'impegno che ci eravamo assunti e che abbiamo mantenuto - ha sottolineato - I lavori per l'elaborazione del testo, per i quali abbiamo scelto la strada del confronto e della condivisione con gli operatori e ci avvaliamo delle competenze tecnico-scientifiche dell'Inea, l'Istituto nazionale di economia agraria, sono andati avanti speditamente, come richiede la situazione di crisi che stanno attraversando da anni le aziende del settore, aggravata dalla congiuntura negativa generale. Completata la procedura di valutazione ambientale strategica, un passaggio obbligatorio, oggi presentiamo il primo schema del Piano che gli uffici regionali metteranno a punto entro l'estate, per poi procedere con la preadozione da parte della Giunta regionale e con i successivi passaggi fino a concludere il suo iter in Consiglio regionale".
"La sfida che ci poniamo con il Piano - ha aggiunto - è quella di rafforzare la zootecnia umbra, fortemente integrata con il territorio, che contribuisce all'economia agricola regionale con una produzione che rappresenta oltre il 40% del prodotto agricolo, orientandola verso la 'green economy' in cui grande rilevanza rivestono gli aspetti ambientali, di risparmio energetico e la promozione di una produzione di qualità. È la strada giusta da imboccare per la crescita di un settore sul quale sempre maggior importanza stanno assumendo le problematiche ambientali, che incidono sull'organizzazione di un allevamento e sulle scelte dei consumatori sempre più attenti a una etica ambientale delle produzioni".
"Nella regione della norcineria, delle produzioni agroalimentari di qualità che costituiscono un valore aggiunto per il legame con i territori e la loro promozione turistica integrata e rappresentano molto anche in termini di occupazione - ha detto ancora l'assessore Cecchini - ci proponiamo azioni e interventi in grado di affrontare le problematiche delle concentrazioni degli allevamenti in alcune zone, come nel caso della suinicoltura, senza rinunciare alle produzioni di qualità ma creando anzi le condizioni per la loro crescita. La parola d'ordine, ancora una volta, è innovazione per garantire i migliori livelli di impatto ambientale e i più alti standard qualititativi".
La scheda. Il Piano Zootecnico Regionale, che avrà valenza pluriennale, approfondisce innanzitutto le cause della crisi in cui versa il settore, per poi verificare la possibilità di tenuta ovvero ipotizzare una sua crescita, anche entrando nel merito dei singoli comparti. Quattro i principali obiettivi che vengono individuati. Innanzitutto il mantenimento/incremento dell'attuale consistenza degli allevamenti, che negli ultimi anni ha subito una contrazione, seppure di diversa entità nei vari comparti. L'incremento del valore aggiunto - si rileva - andrà ricercato attraverso l'innovazione interna ai sistemi di allevamento, ma anche soprattutto attraverso la crescita di ulteriori attività di filiera che si situano a monte e a valle dell'attività zootecnica e che sono spesso all'origine delle migliori performance.
Altro obiettivo è quello del miglioramento della qualità delle produzioni zootecniche, sia sul piano della qualità igienico-sanitaria sia del prodotto. Il primo va ottenuto garantendo la tracciabilità delle stesse lungo l'intera filiera, a partire dalla corretta e completa gestione delle anagrafi zootecniche. Particolare importanza riveste anche, nell'ambito della gestione degli allevamenti, la corretta applicazione delle normative inerenti il benessere degli animali e l'applicazione delle norme di biosicurezza.
Il miglioramento della qualità delle produzioni zootecniche può essere ottenuto attraverso sistemi di produzione che valorizzino le produzioni locali e che ne aumentino il valore aggiunto. Si punta, per questo, sulla certificazione di qualità (Igp, Dop, certificazione volontaria) per valorizzare le produzioni con una forte connotazione territoriale, facendo leva sulle peculiarità ambientali e paesaggistiche dell'Umbria, che caratterizzano il prodotto rendendolo distinguibile e più attraente per il consumatore. Si punta, inoltre, sullo sviluppo delle filiere corte, rafforzando la tendenza, già in atto in Umbria, verso una riorganizzazione della filiera produttiva che sposti maggiormente i ricavi verso il produttore, che acquisisce spazi nelle varie fasi della filiera e offre al consumatore anche una maggior garanzia sulla qualità del prodotto.
Tra gli obiettivi prioritari c'è il miglioramento della sostenibilità ambientale degli allevamenti e la verifica dell'efficacia della normativa ambientale. Nel Piano vengono valutati tutti i possibili interventi attraverso i quali le aziende possono migliorare le loro "performance" ambientali. In questo ambito avrà un importante ruolo la ricerca e l'innovazione tecnologica e quindi l'applicazione delle migliori tecniche disponibili, che contemperano la sostenibilità ambientale con quella economica, o la sperimentazione di soluzioni originali.
Le criticità del settore che sono evidenziate nel Piano portano anche a una verifica del contesto normativo di carattere ambientale, sanitario e urbanistico che a livello regionale incide sull'attività zootecnica, al fine di individuare soluzioni migliorative. Il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dall'attività zootecnica nel nostro territorio - si sottolinea - deve passare anche attraverso una semplificazione normativa che dia maggiore snellezza agli adempimenti a carico delle imprese del settore e che tenga conto delle particolari condizioni di disagio in cui operano le aziende presenti nelle zone marginali e montane dell'Umbria regione che svolgono un'insostituibile funzione di presidio del territorio.
Quarto obiettivo è quello dell'incremento della produzione di beni pubblici, a beneficio di tutta la collettività: la protezione dell'ambiente, la conservazione della biodiversità, della fertilità dei suoli e della qualità delle acque, la conservazione del paesaggio, la salubrità degli alimenti, la salute degli animali e delle piante, la vitalità delle aree rurali. L'attività agricola e in particolare quella zootecnica, hanno un ruolo fondamentale nella "produzione" e conservazione di questi beni che rischiano di esaurirsi.




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