Crisi, i numeri del dramma tra industria, commercio e artigianato
di Fabrizio Salvatori
La crisi dell’economia reale dà i numeri: a luglio 2012 sale a 131 il numero delle vertenze che vengono discusse con maggiore frequenza al ministero dello Sviluppo Economico (erano 109 a gennaio 2011) per un totale di 163.152 lavoratori coinvolti (135.839 a gennaio 2011). Cifre che crescono vertiginosamente,s econdo il calcolo della Cgil, se si considerano gli innumerevoli altri casi di crisi aziendali non ancora giunte al tavolo del ministero ma già avviate a livello territoriale. Intanto, entro l'anno rischiano la chiusura almeno 150.000 piccole attività commerciali ed artigianali e con l'Imu è probabile che col rinnovo dei contratti di locazione ci saranno ulteriori aumenti dei canoni. In base alla lista compilata dalla Cgia di Mestre emerge che gli affitti mensili più cari sono a Venezia: 7.228 euro in centro, 1.794 in periferia.
Dall'indagine risulta che a Bari gli aumenti sono stati dell' 89,1%, a Genova del 70,1%, a Palermo del 68%, a Torino del 57,4% e a Roma del 53,4%. Sono solo alcuni degli aumenti che hanno subito i canoni di locazione dei piccoli negozi commerciali e dei laboratori artigianali nei centri storici delle grandi citta' italiane (periodo 2001-2011). Purtroppo, le cose, per Cgia, non sono andate per niente bene nemmeno in periferia: sempre nello stesso periodo di tempo gli affitti per i piccoli commercianti e gli artigiani sono saliti dell'82,6% a Bari, del 57,8% a Torino, del 48,4% a Roma, del 48,1% a Genova e del 46,7% a Cagliari. La Cgia ricorda che nello stesso intervallo di tempo l'inflazione media nazionale e' cresciuta del +24%.
''In Italia – osserva Giuseppe Bortolussi, portavoce della Cgia di Mestre - noi stimiamo che almeno 2 negozi/botteghe artigiane su 3 siano in affitto. E' vero che in questi ultimi 2/3 anni c'è stato una leggero calo del prezzo degli affitti, tuttavia se sommiamo gli aumenti avvenuti negli ultimi 10 anni dei canoni di locazione, delle tasse locali e delle utenze il peso dei costi fissi a carico dei piccoli negozianti e degli artigiani e' diventato insopportabile''. Bortolussi inoltre spiega che con la crisi ''che non accenna a venir meno, il costante calo dei consumi e la concorrenza sempre più dilagante della grande distribuzione, non è da escludere che almeno 150.000 piccole aziende commerciali ed artigianali saranno costrette a chiudere i battenti entro il 2012''. Secondo l’Istat, tra il 2005 ed il 2011 l'indice delle vendite del commercio fisso al dettaglio è diminuito del 4,7%, mentre le vendite della grande distribuzione sono aumentate del 6,6%. Ma per la Cgia c'è un ulteriore problema che sicuramente fara' capolino nei prossimi mesi: ''con l'avvento dell'Imu - sottolinea - i proprietari di negozi e di laboratori artigiani hanno subito, rispetto il 2011, aumenti medi di imposta del +75%. Pertanto, e' molto probabile che in sede di rinnovo dei contratti di locazione i proprietari di questi immobili si rivarranno sui conduttori, chiedendo un forte ritocco all'insù degli affitti''.
Fonte: controlacrisi.org




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