GUALDO TADINO - Questa mattina, nell'ambito di “Giù le forbici dalla sanità-Difendiamo la salute dei gualdesi dalla Malattia Monti”, abbiamo fatto tappa al Centro Salute di Gualdo Tadino ed abbiamo potuto nuovamente e direttamente constatare come vi siano tuttora strani movimenti e dubbi trasferimenti e trasformazioni logistiche all'interno della vecchia struttura ospedaliera che non lasciano presagire alcunché di buono circa un suo riutilizzo futuro, tanto meno in tempi brevi o relativamente tali.

Come si ricorderà, già nell'ottobre del 2010 lanciammo l'allarme sulla completa dismissione degli arredi e delle suppellettili del vecchio ospedale che sarebbero potute ritornare perfettamente utili e con gran risparmio di denaro pubblico per la riconversione della struttura. Oggi assistiamo invece alla collocazione di tutto l'archivio documentale storico al piano terra del padiglione di lato al corpo centrale e storico dell'ex ospedale cittadino, per intenderci negli spazi al tempo occupati dalla cappella per il culto, dal punto prelievi e dal laboratorio analisi.

E' questa una scelta completamente infelice rispetto ad ogni futura ipotesi di riconversione e di riutilizzo degli spazi dell'ex Calai. Di più: è una scelta compiuta del tutto indipendentemente da ogni considerazione progettuale da compiersi in quella prospettiva. La disposizione dell'archivio è infatti tale da prefigurare un'allocazione tutt'altro che temporanea.

E' di dubbia pertinenza se non senza senso la collocazione dell'archivio storico del Calai al piano terra di un complesso socio-sanitario che dovrebbe riconvertirsi in servizi di riabilitazione, di lungodegenza e di residenzialità protetta per anziani e disabili e per cui si dovrebbero peraltro, fin d'ora e necessariamente prevedere spazi comuni di socialità facilmente accessibili e fruibili proprio per quella particolare utenza.

Non solo. La scelta di occupare quegli spazi per gli archivi è già da oggi assurda ed inconcepibile, a fronte della collocazione logistica precaria ed approssimativa in cui sono stati costipati e sacrificati nel tempo gran parte dei più importanti servizi del Centro Salute, a partire dalla Guardia Medica e comprendendo i poliambulatori spesso promiscui ed in taluni giorni affollati oltre misura e con gravi disagi  per i tanti cittadini che vi si rivolgono.

Un altro brutto segnale su cui la Giunta Morroni ancora una volta dorme della grossa e che ne azzera completamente le chiacchiere e le promesse.

Nel mentre si continuano ad annunciare firme imminenti per magnifici e progressivi accordi  di programma, la Giunta gualdese non solo non si muove e resta zitta fino all'imbarazzo più inverosimile contro i tagli lineari del Governo che potrebbero definitivamente compromettere ogni ipotesi di riconversione del Calai, ma non si accorge neanche di quanto gli capita sotto il naso.

Questo è ciò che accade a chi si è rintanato nel palazzo, per uscire solo di sera a fare passerella negli eventi estivi, producendosi in ostentati e ridicoli servigi di ramazza e di facchinaggio a fine festa, alla stessa stregua di un Mussolini a torso nudo che nel mentre si accingeva a condannare il Paese al disastro militare imbracciava il forcone e saliva sulla trebbia per dare un po' di spettacolo.

In questo frangente chiediamo al Sindaco e alla Giunta di chiedere almeno delle spiegazioni alla direzione della ASL, di dimostrare più attenzione e più impegno sulle cose serie ed eventualmente di fermare ogni ulteriore decisione che possa nuocere all'obiettivo di una riconversione in tempi più rapidi e più certi dell'ex Calai e alla migliore e più appropriata predisposizione logistica dei servizi che vi verranno ospitati.

GIANLUCA GRACIOLINI

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