Spread da brivido: apre a 545, poi ripiega, Moody's boccia il Fondo salva stati
di Giulia Nitti
Dopo un martedì nero, inizia un mercoledì ancora più fosco per la crisi dell'Eurozona. Stamattina in apertura dei mercati lo spread ha proseguito la galoppata terminata ieri a 537. Poco dopo le nove il differenziale Bund Btp raggiunge quota 545, per poi ripiegare fortunamentene dopo un'ora. È un valore che porta il rendimento dei nostri titoli al 6,69 per cento. Su anche il differenziale dei Bonos spagnoli che tocca il massimo storico a 647 punti. E se Piazza Affari apre in leggero rialzo (alle 10,50 l'Ftse Mib segna +1,42) tutto lascia presagire che anche quella della borsa sarà una giornata lunga e difficili: ieri sera la borsa di New York ha chiuso in negativo, e stanotte i mercati asiatici hanno fatto lo stesso.
Moody's boccia pure il Fondo salva stati
Sulle piazze europee si fa sentire poi la notizia di ieri sera, che Moody's ha rivisto al ribasso le prospettive dell'Efsf (European financial stability facility), il fondo salva stati europeo a "negativo" da "stabile". La revisione al ribasso delle prospettive dell'Efsf riflette il taglio dell'outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo, afferma Moody's, sottolineando come il rating dell'Efsf "sia sensibile ai cambi di rating dei Paesi con tripla Aaa" con i contributi maggiori al fondo.
Monti e la "war-room"
Per fare fronte al problema che sta travolgendo i nostri titoli di Stato Monti ha convocato per la prima volta la war-room anticrisi. La riunione si terrà oggi pomeriggio, presiederà il Professore e saranno presenti il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, quello per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il titolare agli Affari europei Enzo Moavero. Non è prevista la presenza del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che però in caso si aggravarsi dell'emergenza al vertice in programma potrebbe aggiungersi all'ultimo minuto. Il gruppo farà il punto su una situazione che ha iniziato a precipitare già in questi giorni e che tra Palazzo Chigi e il Tesoro viene definita "pesante ma non drammatica".
Nessuno esclude il peggio
Ciò significa che il governo considera il livello degli spread "gestibile" e non intende prendere in considerazione nuove misure per fronteggiare la crisi. Nessuno però esclude, scrive Repubblica, che se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare potrebbe essere necessario prendere "misure di pronto intervento proporzionate alla gravità della crisi".
da il salvagente




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