Il primo trimestre 2012 vede una netta prevalenza di imprese commerciali* (64%) che hanno dichiarato una diminuzione delle vendite rispetto al trimestre precedente, a fronte di una quota del 12% che hanno invece evidenziato un aumento. I giudizi negativi assumono i valori più elevati per il commercio al dettaglio (prodotti alimentari -68%, non alimentari -65%). Per gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini, a fronte di una pur cospicua quota delle segnalazioni negative (54%), si registra una significativa incidenza di quelle positive (42%) superiori a quelle risultanti per il commercio al dettaglio (2%) per gli alimentari e 7% per i non alimentari).

Dal confronto del volume delle vendite in complesso, con il primo trimestre 2011, si osserva una variazione pari a -8,6% che è la risultante di andamenti particolarmente differenziati: a fronte di un -11,5% del commercio al dettaglio di prodotti non alimentari e di un -8,4% di prodotti alimentari, si evidenzia un incremento dell’1,5% per gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini.    
Le giacenze alla fine del primo trimestre 2012, sono ritenute adeguate dal 815 delle imprese intervistate, mentre il 16%  le considera esuberanti e solo il 4% scarse. Si distingue il settore degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini che segnala l’adeguatezza delle scorte per 99%.

Quanto alle previsioni, per il primo trimestre successivo, gli operatori intervistati hanno formulato giudizi che, pur evidenziando tutte le criticità del momento attuale, fanno prefigurare un alleggerimento della situazione in ragione di un meno marcato divario tra le aspettative di diminuzione e quelle di aumento.
Vanno ancora una volta sottolineati i differenti andamenti delle attività in cui si articola il comparto commerciale con la grande distribuzione le cui prospettive sembrano destinate a conseguire condizioni future più favorevoli sia in ordine alle vendite che per gli ordinativi.

Altro interessante elemento di valutazione per le dinamiche future del comparto commerciale è costituito dall’orientamento delle imprese circa l’evoluzione della propria attività nei dodici mesi successivi. Dalle indicazioni raccolte emerge che il 16% degli imprenditori prevede che il mercato registrerà uno sviluppo, che il 79% si manterrà stabile e che il rimante 4% registrerà un calo. 

 

* Per quanto riguarda la classificazione delle divisioni e dei gruppi di attività economica (ATECO 2007) i settori indagati per il commercio sono i seguenti:

- Commercio al dettaglio di prodotti alimentari: Disount di Alimentari; Minimercati e ed altri esercizi non specializzati di alimetari vari; Commercio al dettaglio di prodotti surgelati; Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esecrcizi specializzati.

- Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari: Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, attrezzature per le comunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici; Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari; Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi; Commercio al dettaglio di altri prodotti per uso domestico in esercizi specializzati; Commercio al dettaglio di articoli culturali e ricreativi in esercizi specializzati; Commercio al dettaglio di atri prodotti in esercizi specializzati; Commercio al dettaglio ambulante; Commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati.

- Ipermercati, Supermercati e Grandi Magazzini

 

Fonte: Osservatorio economico dell'Umbria di Unioncamere Umbria   

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