di Armando Allegretti

PERUGIA - Il 16 luglio prossimo sarà nelle librerie l’ultimo libro di Paolo Ferrero dal titolo “Pigs – La crisi spiegata a tutti”. Umbrialeft nella splendida cornice del “rinnovato” parco del Campaccio, a Perugia ha incontrato l’autore, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e l’assessore del Comune di Perugia Roberto Ciccone.
La scelta del luogo, dove incontrarsi per “un aperitivo con l’autore” non è stata casuale, in primo luogo, come ha ricordato Ciccone, per la bellezza del posto, da poco rimesso a nuovo dal Comune di Perugia ed inoltre per l’importanza dei lavori fatti, che continueranno con i prossimi mesi, per rendere sempre più vivibile l’area nel centro storico di Perugia che prima era meta di spacciatori e tossicodipendenti.
L’impegno del Comune e di tante associazioni che si sono battute per portare allo splendore di un tempo il parco conosciuto come “Campaccio” ha dato i suoi frutti e ogni sera è meta di giovani e curiosi che si possono fermare a gustare un aperitivo all’aperto. Una sorta di rinascita, una presa di coscienza dell’importanza dei beni comuni che ci appartengono e di cui vogliamo far parte.
Ed è proprio dalla presa di coscienza che muove i passi la presentazione del libro di ieri sera. La pesa di coscienza da parte dei cittadini che ci troviamo nel bel mezzo di una crisi mai vista prima.
Una crisi che produce sofferenze drammatiche e le ricette propinateci finora dal governo non funzionano e non fanno altro che aggravare la crisi.

Il libro prova, con un linguaggio elementare a spiegare cosa ci sta succedendo davvero: le origini della crisi, le balle che ci raccontano, come fare a uscirne. È un libro che confida nella razionalità dell’uomo e nel fatto che comprendendo a pieno la realtà possa scaturire una coscienza, e quindi un comportamento diverso.

Il libro come ha sottolineato il segretario Paolo Ferrero è diviso in tre parti diverse ma accomunate da un unico filoconduttore: comprendere e infrangere il divieto delle autorità.

Nella prima parte del libro Ferrero affronta i luoghi comuni più diffusi sulla crisi e prova a dimostrare che le cose non stanno come vengono raccontate dal governo e da larghissima parte dei mass media, “ci sono notizie – dice – che sono fatte per il popolo (e cioè che devono essere “visibili” n.d.r) e notizie che si trovano su un piano diverso quasi a dover essere interpretate, notizie che non vengono trattate adeguatamente e che sono nascoste per paura dell’opinione pubblica”.

E così accade anche nell’economia dove “le vie sbagliate non sono indicate per errore o per sbadataggine, ma perché vi sono in gioco interessi enormi e chi detiene il potere non vuole perdere i propri privilegi e quindi ci indirizza su una strada completamente sbagliata”.

Nella seconda parte del libro, dice Ferrero “cerco di raccontare come effettivamente stanno le cose dal mio punto di vista e tutte le bugie che ci raccontano”.
Da qui lo spunto per commentare i duri attacchi alla scuola e alla sanità pubblica nelle ultime “manovre” e scelte azzardate del Governo Monti. “Dopo le pensioni, dopo l’articolo 18, - dice Ferrero - il governo tecnico sceglie di attaccare la sanità e la scuola pubblica. Altro che spending review, qui Monti ha deciso di demolire lo stato sociale. Riduzione dei posti letto e drastico taglio al Fondo sanitario nazionale significheranno la chiusura di reparti e ospedali, la privatizzazione dei servizi, il crollo della qualità e della quantità delle prestazioni offerte dal pubblico”.
E per quanto riguarda l’istruzione? Sempre peggio. “Ancora una volta i tagli vanno a colpire università e ricerca mentre per le scuole private è previsto un aumento dei fondi di ben 200 milioni. Questo si chiama distruggere il welfare state”.

Nella terza parte del libro Ferrero cerca di indicare non solo una via d’uscita, ma come ricorda il segretario del Prc, “non basta individuare una via d’uscita, occorre avere un progetto consolidato con forza”.
Una probabile via d’uscita al problema della disoccupazione ce la da in una battuta Paolo Ferrero: “Monti definisce inaccettabile il tasso di disoccupazione giovanile al 36%: ma la soluzione esiste. Ed è invertire totalmente la rotta e le politiche avviate dal suo governo, tornando a mandare in pensione i lavoratori a 60 anni, favorendo così il ricambio generazionale. Serve poi un piano di rilancio per l’occupazione, un piano statale per un milione di posti di lavoro pubblici, che va finanziato attraverso una tassazione delle grandi ricchezze”.

Un libro dunque, quello presentato ieri a Perugia, che dovrebbe indirizzarci e farci capire la crisi, i motivi che l’hanno provocata e le eventuali soluzioni per uscirne. E perché no anche farci incazzare e reagire ad uno stato di cose di cui non siamo gli artefici ma solo delle vittime sacrificali.

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