di Gian Filippo Della Croce

PERUGIA - Ogni tanto un avvistamento, in campagna, al ristorante, in casa di tizio o caio, in questi ultimi tempi in Umbria è un susseguirsi di avvistamenti, protagonisti sopratutto politici di centro sinistra ma anche rappresentanti del mondo dell’economia e dell’impresa. Alcuni di questi ultimi si sono visti recentemente dalle nostre parti insieme a Luca di Montezemolo, probabilmente stando a quel che si dice per cominciare a costruire anche in Umbria “Italia Futura”, il movimento che fa capo al presidente della Ferrari. Un movimento che ha nelle sue intenzioni il superamento della “vecchia” politica, il rinnovamento della classe dirigente, alcune ricette economiche più o meno credibili per il futuro.

Ma il suo obiettivo principale è quello di dare vita a un nuovo soggetto politico che nell’attuale disastroso scenario della politica italiana possa rappresentare un nuovo punto di riferimento per una società civile sempre più disorientata e inquieta. In altre parole, pur se con uno stile elegante, che gli deriva dal suo fondatore, “ Italia futura” sta seguendo la scia dei vari rottamatori della politica che oggi stanno raccogliendo un sempre maggiore consenso fra l’opinione pubblica. Ma come “Il gattopardo” insegna la spinta rinnovatrice in Italia ha quasi sempre portato a risultati opposti, cioè alla conservazione più o meno palese di quello che c’era prima e il “gattopardismo” è forse il più grande movimento politico italiano, anche se apparentemente non visibile, un movimento condiviso sia a destra che a sinistra. Chissà quanti infatti già pensano di ricostruirsi una verginità passando sotto le insegne di Montezemolo o meglio di continuare a conservare privilegi e potere magari criticando apertamente la “vecchia” politica alla quale hanno appartenuto fino a ieri.

E’ in verità un’occasione ghiotta, da prendersi al volo, cos’ alcuni esponenti locali della politica e dell’economia si sono riuniti qualche giorno fa intorno a Montezemolo fra i verdi colli dell’alto Tevere. Una presenza molto selezionata in verità, con criteri di cui non siamo a conoscenza ma che evidentemente rispondono alle logiche di quella “vecchia” politica che si vuole bruciare. Infatti si parla della presenza dei vertici di Confagricoltura umbri, ma andando a vedere da vicino, mancava addirittura il presidente, che ha dichiarato di non essere stato minimamente interpellato, forse perché ritenuto “poco affidabile” dagli organizzatori dell’evento, o forse perché, proprio in omaggio alla “vecchia” politica, perché ritenuto capace di prevalere su chi ha probabilmente intenzione di costruire “Italia Futura” in Umbria, principalmente intorno alla propria persona e ai propri interessi.

Avvistamenti anche per quanto riguarda esponenti del Partito Democratico, i cui conciliaboli vengono attribuiti alla necessità di rafforzare la tenuta del partito nella complicata partita delle riforme a partire da quella della sanità, la “madre” di tutte le riforme, e con uno sguardo al dopo, a quello che resterà, e anche alle prossime elezioni, ormai alle porte. Fra tutti questi avvistamenti, va detto però che mancano quelli della “nuova” politica e della “nuova” classe dirigente, ovvero finisce sempre per trionfare la tradizione.
 

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