PERUGIA - Il Programma di sviluppo rurale 2007-2013 può contare su 792 milioni di euro e l'Umbria offre una delle migliori performance, in percentuale, sui pagamenti già compiuti nei confronti degli agricoltori: finanziate 25.890 domande sul totale di 28.827; attivate 31 misure su 34. Sono ancora a disposizione 48 milioni di risorse non impegnate, che serviranno comunque a finanziare i bandi per investimenti sulle aree tabacchicole, per il sostegno all'agricoltura sociale, un bando voluto anche dagli assessorati al Welfare e alla Sanità, e per le cosiddette attività non produttive, vale a dire per la cura e la salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico dell'Umbria.

Questi i dati principali relativi al Piano di sviluppo rurale 2007-2013 forniti dall'assessore regionale all'Agricoltura, Fernanda Cecchini, nel corso dell'audizione di stamani in seconda commissione del consiglio regionale.

L'assessore - riferisce un comunicato - ha illustrato ai consiglieri anche i dettagli relativi ai bandi per i progetti di filiera: quella casearia, che fa capo alla Grifo Latte e riguarda in totale 79 aziende umbre, dispone di 20 milioni di euro, di cui quasi 3 già pagati, e il settore dei cereali, che interessa 3.370 aziende agricole per un finanziamento di 12 milioni di euro, di cui oltre 4 milioni già erogati.

Segnalata anche una nuova evenienza, che comporterà una modificazione del Psr 2007-2013: la Conferenza Stato-Regioni ha deciso di destinare, su richiesta del coordinamento degli assessorati regionali all'Agricoltura, il 5 per cento del Psr alle regioni colpite dal terremoto, vale a dire l'Abruzzo e l'Emilia-Romagna.

Il presidente della seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni, ha poi chiesto chiarimenti all'assessore sulla situazione della Fondazione agraria a Casalina, che gestisce una stalla con 400 vacche che producono 50 quintali di latte al giorno: “Si tratta di un'azienda che, oltre alla non trascurabile produzione di latte, offre un servizio didattico importante per le facoltà di agraria e di veterinaria dell'Università di Perugia - ha sottolineato Chiacchieroni - e non sarebbe una bella notizia per la nostra zootecnia la ventilata dismissione dell'allevamento di cui si sente parlare”. Cecchini si è dichiarata disponibile ad approfondire l'argomento con i soggetti coinvolti.
 

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