Della Vecchia/Prc:Bene vertenza Umbria di Bravi, ma occorre lo sciopero generale
di Luciano Della Vecchia*
PERUGIA - Rifondazione comunista dell'Umbria condivide la proposta del Segretario Generale Cgil Umbria Bravi di aprire una “vertenza Umbria” , una vertenza contro il governo Monti e Confindustria: questo è uno degli elementi politici centrali usciti dal nostro congresso regionale. In effetti il disegno di legge del governo in materia di mercato del lavoro è del tutto negativo anche per il nostro territorio: è stata confermata la manomissione dell’articolo 18; viene precarizzato tutto il mondo del lavoro; vengono dimezzate le protezioni sociali; non vengono estesi gli ammortizzatori sociali a tutte le forme di lavoro; resta irrisolta la questione dei cosiddetti “esodati”. Nella nostra regione, poi, tutti i dati sulla crisi sociale ed economica sono drammatici ed impietosi. Siamo di fronte a numeri che ci parlano chiaramente di una crisi pesante in Umbria che ha bisogno di un'altra politica sociale e dell'avvio di una nuova politica industriale, non certo di lasciare alle imprese la libertà di licenziare.
Queste politiche, accompagnate da misure inique e recessive sul piano economico come ad esempio l'Imu, stanno impoverendo anche la nostra regione. Per l'Umbria, come per tutto il paese, il governo Monti è un disastro. Basti pensare all'introduzione del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione: i diritti alla salute, all'istruzione, al trasporto, alla previdenza e all'assistenza sono sacrificati sull'altare del libero mercato, gli spazi democratici vengono sistematicamente ristretti, gli Enti Locali sono stritolati da un Patto di Stabilità assurdo i cui effetti ricadono tutti sui cittadini. In questo senso sosteniamo convintamente lo sciopero generale indetto per domani a Roma dal sindacalismo di base. E per questo pensiamo che, rispetto alla proposta di Bravi, la posizione assunta dalla Cgil nazionale di cancellare la proclamazione di otto ore di sciopero generale oltre ad essere sbagliata, non aiuta proprio.
Peggio. Proprio alla vigilia di un possibile voto di fiducia al Senato sul disegno di legge sul mercato del lavoro la Cgil cambia rotta sull'altare dell'unità con Cisl e Uil. Noi pensiamo invece che la “vertenza Umbria” di cui parla Bravi debba sostanziarsi nella costruzione di una vasta opposizione politica e sociale contro governo e Confindustria. Per questo diciamo a Bravi e alla Cgil: contro il governo Monti e Confindustria, le politiche della BCE, della UE e il Fiscal Compact, per difendere la democrazia, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, la Costituzione, per l’Europa sociale, sciopero generale subito in Umbria e nel paese.
*Segretario Regionale Prc - FdS Umbria




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