Bruno Bosco: Tassare le rendite finanziarie è primo gradino dell'unione fiscale
di Fabio Sebastiani
Tutti parlano di unione fiscale per uscire dalle pastoie del debito, ma in realtà non è certo un colpo di bacchetta magica...
Dipende molto dal taglio del discorso e dagli obiettivi. Se stiamo parlando di fisco europeo a prenscindere da come lo usi o se invece stiamo parlando di una specie di grande coordinamento delle politiche fiscali a livello europeo. Ad oggi mi sembra di capire che stiano un po' rilanciando l'idea di una struttura fiscale comune. Sia per quanto riguarda le imposte dirette che quelle indirette. Siccome il termine fiscale si presta a qualche ambiguità allora si fa spesso confusione.
In che senso?
A volte viene usato un po' come americanismo, significando "fiscal policy". Insomma, capire se l'obiettivo è di arrivare nel giro di uno o due anni a dei sistemi tributari nazionali, anche se non uno la fotocopia dell'altro, oppure se stiamo parlando di sostiuire il coordinamento delle macropolitiche di bilancio che oggi non ha una cabina di regia permanente ma solo riunioni tra ministri.
Eppure questo dell'unità fiscale è un discorso vecchio, non si capisce perché oggi di dovrebbe fare il lavoro che non si è riusciti a fare in decenni.
In fondo già la comunità europea aveva cominciato il lavoro ponendosi in primo luogo il problema delle tasse e dei dazi doganali. Il secondo grande passaggio fù l'uniformità della tassazione indiretta, cioè dell'Iva. Lì ci si è fermati.
Cosa manca?
Una uniformità nella tassazione dei redditi e del patrimonio, sopratutto dei redditi da capitale. Il problema è l'uniformità tra i vari paesi. E' una cosa di cui si parla da trent'anni. C'è stata solo qualche convergenza, ma i redditi di impresa restano molto diversi. Questo permette di fare un po' di concorrenza fiscale. E' chiaro che bisogna passare da lì per arrivare ad una sorta di unità fiscale. L'obiettivo si scontra con gli egoismi nazionali soprattuto da parte dei paesi entrati più recentemente. A questi è stata garantita la posisbilità di tenersi sitemi fiscali particolari.
Si toccano delle configurazioni protettive che servono teoricamente al loro sviluppo economico che nello stesso tempo servono a fare la concorrenza agli altri. Se poi ci aggiungi la parte para fiscale ovvero quella contributiva il divario si allarga. Prima di riuscire ad uniformare tutto questo ce ne vorrà. E come fai a farlo avendo a che fare con una istituzione che non è una istituzione?
Sembra di essere tornati alla fine del 700 quando i coloni dicevano no "taxation without rappresentation".
Il fisco è un ganglio delicato della società...
Il fisco è il patto di cittadinanza, non dimentichiamolo. E' difficile pensare che sia delegato a una struttura burocratica. La tassazione dei consumi è un conto e la tassazione dei redditi è un altro conto. Necessario averlo ma quasi impossibile senza un meccanismo politico forte basato sulla rappresentanza. I greci sono arrabbiati perché percepiscono l'Europa come una
istituizone estranea rispetto alla quale hanno poca voce in capitolo. E' tutto lì il punto. Ci sono voluti i parlamenti per fare in modo che abbia avuto luogo la tassazione. Il suffragio universale a veder bene è nato in relazione all'allargamento della tassazione. O metti questa riforma dentro un cambio di scala del meccanismo politico nazionale oppure non se ne esce. Nel passaggio all'unità d'Italia i napoletani non erano certo lieti di passare sotto la tassazione dei piemontesi. Se l'hanno fatto è perché entravano anche loro in un meccanismo più grande e compensativo.
Come se ne esce?
Una cosa che si potrebbe fare è una tassazione europea sulle transazioni finanziarrie. Alla fine è un provvedimento più semplice di come agisce sui gangli sociali e dal punto di vista della fattibilità tecnica si può fare a livello tecnico amministrativo. C'è una decisone fortissima da una punto di vista politico ma una volta che passa diventa meno complesso per le ricadute sociali e politiche. Il movimento sindacale potrebbe mettere in agenda una serie di misure che prevedano tappe intermedie come una tasazione europea delle transazioni finanzarie. Più semplice da fare e con il gettito che rassicurerebbe tutti quelli che in questi decenni sono rimasti scettici.
Fonte: controlacrisi.org




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