di Armando Allegretti

PERUGIA - Il IV Congresso regionale di Rifondazione Comunista volge al termine, a breve l’elezione del nuovo segretario e del nuovo comitato. Vinti, dopo 13 anni alla guida del partito di Paolo Ferrero ha deciso di non candidarsi e lascia spazio ai giovani. I rumors di questi giorni hanno visto come unico papabile Luciano Della Vecchia, assessore della Provincia di Perugia.

E’ il momento di tirare le somme di questo congresso, da molti, definito anomalo, per i temi trattati e per l’importanza degli interventi della prima giornata. A chiudere i lavori il discorso di Marco Gelmini che ha toccato punti fondamentali e di grande interesse. Sentiamo cosa ha da dire a proposito ad Umbrialeft.
Da dove ripartire?
E’ lo stesso manifesto di questo congresso che ce lo dice, bisogna partire dall’unità della sinistra e già numerosi interventi di ieri hanno dimostrato che si esce da questo congresso con le idee chiare e con numerose proposte
Tocchiamo i punti cardine di questo congresso…
A mio avviso sono tre elementi che vanno analizzati: bisogna rendere più efficace la critica all’attuale sistema economico. Bisogna costruire un effettivo spazio pubblico a sinistra che faccia i conti con la reale situazione dell’economia del paese.
In secondo luogo bisogna rafforzare la capacità di combattere la crisi, bisogna capire quali sono le reali proposte e quali prospettive possiamo dare ai cittadini, insomma dobbiamo mettere insieme la capacità di dare delle risposte.
Infine, bisogna fare un bilancio di cosa sono stati questi 3 anni fuori dal parlamento e come il partito reagisce a questa situazione e come agisce all’interno della società.

Dove bisogna intervenire?
Bisogna innanzitutto definire i punti sui quali intendiamo lavorare, a partire ad esempio da una campagna a favore dell’articolo 18 ed arrivare ad un referendum per la salvaguardia dell’articolo stesso, che è fondamento dei diritti dei lavoratori. Dobbiamo anche intervenire sui salari e sui redditi minimi garantiti. Rifiutando e contrastando le politiche della Bce e il fiscal compact.

È possibile fare tutto ciò?
Di certo è una partita molto dura da giocare, così come sta succedendo in Grecia ma anticipando le nostre proposte a Sel e Idv potremmo iniziare a stilare un programma per una sinistra unita e di opposizione alle politiche del governo. Un’alleanza è possibile ma con la chiarezza di cosa fare all’interno dei punti programmatici.

Stilare un programma di interventi insomma?
Da subito bisognerà lavorare su quali devono essere i punti programmatici senza però dimenticare che già il programma stesso diviene un pezzo di aggregazione elettorale.

Una battuta finale sul congresso di questi giorni…
I congressi regionali devono diventare un’occasione per cambiare noi stessi e lo stiamo dimostrando, il partito sta tirando fuori le unghie, è un partito con una generazione rinnovata e con le idee chiare e che sta sperimentando attività politiche nuove. Dobbiamo continuare ad andare in questa direzione continuando ad esigere rinnovamento dalla stessa classe dirigente.
Infine mi preme ricordare il lavoro svolto per ben 13 anni dal segretario uscente Stefano Vinti che ha “retto botta” in questi anni e anche grazie al suo lavoro può partire un’idea di cambiamento e rinnovamento che porterà all’elezione di un segretario e di una segreteria unitaria
 

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