Tsipras parla da premier
di Argiris Panagopoulos
Syriza e l'unità delle sinistre possono battere le politiche dei Memorandum e proporre un programma per la ricostruzione economica e sociale del paese all'interno dell'Europa. Questo ha sostenuto ieri il leader di Syriza, Alexis Tsipras, nella sua ultima intervista generale prima delle elezioni di fronte a centinaia di giornalisti greci e stranieri.
L'interrogatorio fiume a cui si è sottoposto ieri il leader di Syriza ha mostrato la determinazione di Tsipras a prendere le redini del paese per portarlo fuori dalle politiche distruttive dei Memorandum e della troika. Tsipras ha fatto un discorso di sinistra. Ha risposto ai ricatti dei neoliberali che coltivano la paura parlando per la società reale, per i poveri e i disperati, per l'esercito dei disoccupati che non potranno trovare mai più un lavoro dignitoso, per i giovani messi all'angolo della società e costretti ad emigrare. Ha cercato di riscattare ieri i greci dalla distruzione delle loro vite che gli propongono Samaras e Venizelos attaccando il nocciolo duro delle controriforme che ha imposto la troika. Si è impegnato per il ripristino dei contratti collettivi nazionali e i diritti dei lavoratori cancellati, il ritorno del salario minimo ai livelli prima del forte taglio della troika, l'abolizione delle supertasse sulla casa per gli disoccupati, i poveri e quelli con redditi bassi e medi e la cancellazione parziale o totale dei debiti delle famiglie in difficoltà alle banche.
Per Tsipras è arrivato il momento che i ricchi paghino la crisi e che finiscono di succhiare il denaro pubblico. E che i ministri e i politici corrotti rispondono alla giustizia per le loro malefatte. Per il leader di Syriza il saccheggio del paese finisce domenica e lunedì comincia la sua ricostruzione. Tsipras non ha avuto il tempo di finire la sua intervista che subito è arrivata a dura reazione della Nuova Democrazia e Pasok, che hanno denunciato per l'ennesima volta che Syriza porterà la Grecia fuori dall'Unione Europea e dall'euro.
Samaras avverte il pericolo della sconfitta dai sondaggi, mentre nel Pasok cresce il nervosismo per il pericolo di un nuovo crollo di consensi a una percentuale a una sola cifra. Venizelos ha ammesso che non è possibile un governo senza Syriza, perché la pressione sociale lo travolgerebbe. Il leader dell'estrema destra di Laos Karatzaferis ha alzato il tiro sostenendo che anche se Nuova Democrazia e Pasok formeranno un governo Syriza non gli lascerà un giorno di pace ad Atene.
I partiti dei tagli ND e Pasok hanno fatto male anche il loro calcoli per l'amministrazione delle tasse, visto che si aspettavano di vincere le elezioni a maggio e rimandare a dopo le dure tasse che deve pagare la gente sui redditi, gli immobili e qualsiasi cosa si possa tassare. Con le casse dello stato vuote il governo ad interim è stato costretto a far pagare negli ultimi giorni parte delle tasse sugli immobili e la prima partita di tasse su 420.000 dichiarazioni sui redditi. A parte le ingiuste tasse sugli immobili, dove ogni proprietario deve continuare per secondo anno a pagare una specie di affitto per la sua stessa casa, il secondo Memorandum prevede anche la tassazione dei disoccupati, la tassazione per la liquidazione per il licenziamento e la tassazione di chi ha redditi anche più bassi dai livelli di povertà che considera la stessa Unione Europea. Il Memorandum che hanno firmato Samaras e Venizelos prevede che le agenzie di tasse possano confiscare beni immobili e mobili, come case o macchine, per chi ha debiti allo stato che superano i 300 euro. Con la stessa facilità le agenzie di tasse portano riscuotere direttamente dai conti bancari della gente o dalle pensioni, quando si tratta di pensionati.
il manifesto 13 giugno 2012




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