Vola l’Imu in Umbria nelle case affittate:costa 4 volte di più della vecchia Ici
Nessuna proroga del Governo: lunedì 18 è l’ultimo giorno utile per il pagamento della prima rata dell’IMU. Code in tutti i CAF, sindacati e commercialisti ma in particolare all’Agenzia del Territorio con centinaia di cittadini, soprattutto anziani, per chiedere le visure con le rendite catastali. Anche gli uffici della Confedilizia in via Sicilia, 39/H (Tel. 075/5058212) sono presi d’assalto dai soci-proprietari che possono usufruire gratuitamente del calcolo dell’IMU e della compilazione del modello F24.
“Molti proprietari si recano presso il Catasto per la visura delle rendite inviati spesso dai loro commercialisti – dichiara il Presidente della Confedilizia Umbra Ing. Armando Fronduti - ma se l’immobile non ha subito modifiche a seguito di ristrutturazioni o ampliamenti, è valida la rendita già in essere ed usata per il Modello Unico 2011”.
La prima rata comprende l’acconto sulla prima casa (4 per mille) e sugli altri immobili o terreni (7,60 per mille) incrementando le rendite catastali 2011 del 60%.
Il gettito di maggiore di entrata è rappresentato in Umbria dalle seconde case e case sfitte, 83% rispetto al gettito della prima casa 17%, e rappresenta anche nella prima rata un vero proprio salasso: da 3 a 4 volte il valore della vecchia ICI 2011.
Ma gli aumenti saranno anche più rilevanti al momento del saldo di dicembre alla luce delle delibere di giunta già approvate con valori di prima casa al 5,5/6 per mille e seconda casa quasi tutti al 10,60 per mille (vedi Perugia).
Una stangata, oltretutto, che non penalizza solo i proprietari di casa, ma avrà inevitabilmente effetti negativi anche sugli inquilini, su cui i proprietari cercheranno di “scaricare” il costo della nuova tassa, se addirittura non rinunceranno ad affittare, preferendo vendere l’immobile.
Aumenterà quindi la tensione abitativa, soprattutto a Perugia, Terni e Foligno dove sempre più famiglie sono già da oggi costrette a ricorrere all’affitto perché non riescono ad accedere ad un mutuo; tanto più che a essere particolarmente colpiti dall’IMU sono proprio i contratti dedicati alle categorie più deboli, a canone “concordato”, cioè inferiore a quello di mercato.
Un proprietario che oggi affitta l’immobile a costi ragionevoli con un canone concordato si trova a pagare un IMU enormemente più alta, quindi potrebbe non rinnovarlo alla scadenza.
“Anche solo il confronto tra acconti- dichiara il presidente della Confedilizia Armando Fronduti- indica che l’imposta va assolutamente ripensata e al più presto. Il rimedio immediato è quello di abbandonare l’IMU sperimentale introdotta nello scorso dicembre e tornare all’IMU originaria, così salvando anche la locazione dalla fine alla quale viene condannata dall’aggravio di quest’anno, incompatibile con una minima redditività degli immobile locati”.




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