PERUGIA - Si è svolto stamani a Villa Umbra di Pila il convegno organizzato dalla Seconda Commissione consiliare regionale sul tema “'Credito e PMI nella crisi: la risposta dell'Umbria”.

Numerosi gli ospiti presenti come gli interventi che si sono succeduti da parte di rappresentanti di primo piano del mondo bancario, universitario, imprenditoriale, istituzionale. L'obiettivo condiviso - riferisce una nota della Regione - è quello di dare vita ad una nuova alleanza fra imprese, mondo del credito e istituzioni.

“Le banche concedono il credito a chi se lo merita, cioè a progetti imprenditoriali di qualità, che vengano presentati nella maniera migliore, evidenziando il proprio valore aggiunto, non a tutte le imprese che ne hanno bisogno”: è il monito pronunciato dal presidente della Commissione Abi Umbria, Francesco Tuccari, nel suo intervento. Dal mondo imprenditoriale la risposta è stata che le banche non possono e non debbono disimpegnarsi, restando fedeli al proprio ruolo di raccolta e di reinvestimento sul territorio attraverso la concessione del credito.

Ma il grosso calo dei depositi in Umbria (Perugia -2,9 per cento, Terni -0,7) non aiuta la politica degli istituti di credito. Alla politica le imprese chiedono anche di risolvere il problema dei ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione.

La presidente della Regione Catiuscia Marini ha puntato il dito sulla mancanza di un'azione di sistema Paese e di una strategia europea, non immune dalle responsabilità della fase recessiva e depressiva che sta gradualmente interessando l'intero continente.

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, ha precisato che la Regione è in grado di fare i pagamenti a 90 giorni, ma deve anche fare i conti con la riduzione del 35 per cento delle risorse disponibili, quindi va concertata un'azione nuova, sulla base delle contingenze attuali e delle prospettive future.

Sottolineata sostanzialmente da tutti l'importanza del ruolo dei Confidi, che in Umbria diverranno insieme a Gepafin un soggetto unitario iscritto all'albo degli intermediari vigilati.

Nel corso del convegno si è parlato anche del pericolo delle infiltrazioni mafiose nel sistema del credito. E' stato il presidente della Commissione d'inchiesta consiliare su infiltrazioni mafiose in Umbria, Paolo Brutti, a spiegare le dinamiche di ingresso della “enorme liquidità legata al narcotraffico, al traffico di armi, di persone, da trasformare in denaro spendibile”. Dopo aver fatto sapere che “in Umbria sono in atto quattro procedimenti giudiziari per attività di riciclaggio di denaro sporco”, Brutti ha invitato tutti, in primis gli stessi istituti bancari, a “prestare la massima attenzione”.
 

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