L'editoriale di Gian Filippo Della Croce - Buona Repubblica
di Gian Filippo Della Croce
PERUGIA - Il 2 Giugno, dal 1946, cade una delle più importanti festività civili italiane: la Festa della Repubblica, una giornata dedicata alla celebrazione dell’anniversario della proclamazione dello Stato Repubblicano. Il programma della festa ha da sempre previsto convegni, cerimonie e soprattutto parate militari, la famosa “ parata del 2 Giugno” ai Fori Imperiali, a Roma, dove la Repubblica mostra attraverso lo sfilamento di uomini e mezzi delle forze armate alla presenza delle maggiori autorità dello Stato e fra due ali di folla, , tutta la sua vigoria e vitalità. Virtù, queste ultime, alle quali la Repubblica non ha voluto rinunciare a mostrare neanche quest’anno, nonostante l’anniversario cadesse in concomitanza con la tragedia del terremoto in Emilia.
E’ vero che raccogliendo parzialmente l’invito di chi (ed erano molti) chiedeva di sospendere la parata per testimoniare la sensibilità del Paese nei confronti delle popolazioni colpite, il Presidente Napolitano, ha deciso, pur non rinunciando all’evento, uno svolgimento in forma dimessa dello stesso, con una ridotta partecipazione di reparti e l’assenza di mezzi e aerei, che nel budget dell’evento hanno da sempre costituito il pezzo forte, in quanto a voci di spesa. Come forma di ulteriore rispetto nei confronti dell’emergenza emiliana , inoltre, è stato deciso (non sappiamo da chi) che le bande militari presenti alla sfilata marciassero senza far funzionare i loro strumenti ma facendo soltanto udire lugubri rulli di tamburi. Una scelta , cerchiamo di capire, forse dettata dalla necessità di tenere il più sotto tono possibile una manifestazione che molti giudicavano inopportuna sia dal punto di vista celebrativo che economico.
Da varie parti fra le forze politiche si era infatti chiesto di sospendere la parata e devolverne il costo a favore delle popolazioni colpite dal sisma, si è aperto a questo proposito anche un dibattito che infine il Presidente ha risolto nella forma di cui abbiamo già detto, aggiungendo che “ la Repubblica deve mostrarsi in questa giornata ,in tutta la sua vitalità…”. Non sappiamo e forse non sapremo mai se questa decisione abbia veramente rispettato la volontà del presidente o di qualcun altro ( per esempio i vertici militari), ma riteniamo che la sua sospensione nonché sostituzione con cerimonie più sobrie e adeguate al clima di emergenza presente nel Paese , sarebbe senz’altro stata la scelta migliore, anche perché si è notato che nella versione mediatica dell’evento, cioè nella diretta televisiva dai fori imperiali, si affiancavano continuamente alle immagini della sfilata, immagini da uno dei campi che accolgono i terremotati, dando l’impressione che in questo modo si potesse ovviare a un certo imbarazzo o cattiva coscienza presente anche nei commenti alle stesse immagini televisive.
Certo , risultavano un tantino ridicole le immagini dei musicanti delle bande militari costretti a sfilare con gli strumenti in mano come se dovessero suonare, ma rigorosamente muti, come omaggio ad una sobrietà a sua volta un tantino ridicola dal momento che la musica sarebbe stata l’unica cosa gratuita e come tutti sanno l’unica che avrebbe parlato al cuore di tutti, magari cambiando il repertorio e poi che senso ha far sfilare una banda musicale muta? Così anche questa giornata, ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’emergenza del terremoto in Emilia non è che la punta dell’iceberg dell’emergenza che sta vivendo l’intero Paese , dopo di ciò : buona Repubblica a tutti.




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