Rifondazione comunista di Città di Castello continua ad esprime solidarietà e sostegno alle lavoratrici ed ai lavoratori Cesd-CEPU che a fine mese vedranno cessato il proprio contratto, così come è stato denunciato dalla NidIL Cgil di Perugia.
A lavoratori in maggioranza donne, che hanno prestato il proprio lavoro all'azienda da anni con contratti a progetto, non verrà rinnovato nessun contratto. Continuiamo ad essere certi che una semplice informazione collettiva presso il sindacato non abbia determinato la situazione attuale.
Rifondazione Comunista è dalla parte di questi lavoratori precari e del sindacato e si pone in difesa del lavoro e dell sua dignità, sostenendo qualsiasi forma di mobilitazione futura. Ci preme in tal senso ribadire che i contratti atipici, come il co.pro., sono uno degli strumenti della precarietà lavorativa italiana e si prestano bene ad essere mezzo di sfruttamento da parte della parte datoriale, soprattutto se la subordinazione lavorativa è celata da un'aleatoria "autonomia". La notizia che il Sindaco abbia annunciato l’intenzione di chiedere un incontro ufficiale alla proprietà di Cepu è un segnale positivo per tentare una concertazione in questa che riteniamo essere una situazione paradossale, visto che pensiamo sia inaccettabile che un’azienda come CEPU, la quale copre con i propri servizi tutto il territorio nazionale, possa trattare in questo modo i lavoratori e le lavoratrici. Chiediamo ora, anche alla luce delle dichiarazioni del Sindaco, che anche le altre forze di centro-sinistra che compongono la locale maggioranza di governo si esprimano su questo tema, essendo fondamentale una massima convergenza rispetto a questa situazione.

Riccardo Nicosanti
Segretario Circolo “Lucio Libertini” Prc-FdS Città di Castello  

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