di Armando Allegretti

PERUGIA - Liberalizzazioni, articolo 18 e pensioni all’ordine del giorno. In una gremita Sala dei Notari di Palazzo dei Priori si è svolta stamattina la manifestazione organizzata dalla Cgil dal titolo “Le Facce della crisi”. Presenti all’iniziativa, oltre a numerosi lavoratori e lavoratrici, le categorie Cgil di Perugia, Mario Bravi, segretario Generale, Vincenzo Sgalla, segretario Generale Perugia, e Filippo Ciavaglia, segretario organizzativo e Vincenzo Scudiere segretario nazionale Cgil.

L’idea nasce dall’esigenza di una grande campagna di informazione e confronto su tutto il territorio nazionale sui temi del lavoro e della crisi.

“La crisi è sempre più drammatica non è solo di tipo economico, ma anche sociale – ha ricordato in apertura Vincenzo Sgalla - ogni settimana chiude un luogo di lavoro, ogni settimana si registra un grave fatto di cronaca nera” proprio ieri si stimava che ci sono all’anno 357 suicidi di lavoratori, praticamente uno al giorno. Altro punto emerso dalla discussione è che “la Cgil, sull’articolo 18, non cambia posizione, non ci sta - continua Sgalla – le 16 ore di sciopero serviranno a continuare la battaglia contro lo smantellamento dell’articolo 18”.
Tirata d’orecchie, infine, agli imprenditori che “vivono alle spalle della crisi – ricorda Sgalla – che si limitano ad una mera funzione notarile e non partecipano”.

La crisi c’è ma “il suo peso – s’è detto - non può essere scaricato sui lavoratori e sui precari” che come sempre sono gli unici a pagarne le spese.

Ci si concentra sempre più sull’articolo 18 perché è un simbolo di civiltà e di democrazia. Di democrazia ha parlato anche Francesco Innamorati, partigiano ed avvocato, che citando l’articolo 36 (che riguarda il giusto salario n.d.r) e l’articolo 3 (in merito alla dignità sociale n.d.r.) ha ricordato che “la proposta del Governo Monti non serve a rilanciare lo sviluppo economico e allo sviluppo del Paese ma serve solo ad intimorire e ricattare i lavoratori” ed è per questo che Innamorati ha rilanciato il ruolo dei sindacati “i sindacati – ha detto – sono strumenti essenziali per garantire ai lavoratori la giusta retribuzione”.

Il calore della Sala dei Notari si è fatto sentire con uno standing ovation quando Innamorati ha concluso l’intervento ricordando che “noi partigiani siamo vicini a voi lavoratori”.

Un contributo fondamentale alla riuscita della manifestazione è stato dato dai lavoratori che hanno portato le loro esperienze e le hanno proposte ai tanti presenti. Umbrialeft, presente, ha raccolto anche la dichiarazioni di alcune lavoratrici della Euroservice di Castiglione del Lago. L’Euroservice è un’azienda che lavora sulla esternalizzazione della Perugia per la realizzazione delle strenne, un’azienda nella quale per 20 anni hanno lavorato 150 donne. Oggi sono ridotte ad un minimo numero e il paradosso è che non si sa nemmeno se continueranno a lavorare o meno. Si tratta di una condizione di impoverimento della zona del Trasimeno drammatica.

Solo risposte: “Noi oggi vogliamo solo risposte concrete dalla Nestlè  - hanno dichiarato a Umbrialeft - che continua a prendere tempo senza sbilanciarsi e noi passiamo stagione dopo stagione nell’incertezza assoluta senza sapere se lavoreremo o meno”. "Inoltre - continuano - non ci danno risposte sulla possibilità di essere riassorbite o meno, quello che chiediamo sono solo risposte, inoltre chiediamo al sindacato di avere una linea certa e che dia anche a noi la certezza di una risposta: o chiudiamo definitivamente o veniamo assorbite dalla Nestlè. Sono tre anni che aspettiamo, e dall’assemblea di ottobre ci hanno detto che a gennaio avremmo saputo qualcosa, ad oggi, a marzo non si sa ancora nulla”.

Iniziativa pienamente riuscita, la Cgil parla di adesioni che oscillano dal 50 al 90%. Anche oggi il sindacato ha ribadito la sua ferma contrarietà allo smantellamento dell’articolo 18, affermando la necessità di ristabilire equità tra i lavoratori.

Vincenzo Scudiere, della segreteria nazionale della Cgil, che ha partecipato più volte al tavolo delle trattative ha parlato in chiusura della manifestazione di “un occasione persa da parte del governo sull'articolo 18. Bastava prevedere il reintegro nei licenziamenti economici - ha detto - per chiudere il cerchio. Ma questo impianto, così come è stato pensato crea solo disparità fra lavoratori e non crea nè sviluppo nè nuova occupazione”.

Disoccupazione di massa: A parlato di grandi numeri Scudiere ricordando che ci troviamo di fronte a “tre miliardi di ore di cassa integrazione negli ultimi tre anni e centinaia di persone che hanno perso il proprio posto di lavoro”. Anche il segretario della Cgil Umbria, Mario Bravi, ha definito la riforma del lavoro “una misura sbagliata” ha continuato inoltre dicendo che “noi puntiamo al reintegro del lavoratore, convinti che il licenziamento non crei crescita economica e occupazione. Per affrontare la crisi non si devono abbassare le tutele”.
 

 

 


 

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