Il valore dell’esito referendario:Sel torna su ripubblicizzazione servizi idrici
Fin dal principio, quando abbiamo sottoscritto la battaglia referendaria, la scelta è stata quella di aderire alla natura profonda e vera delle ragioni del Forum dei Movimenti per l’Acqua, motivazioni per le quali la vittoria referendaria è stato il punto di partenza di un percorso che ha come obiettivo finale la ripubblicizzazione dei servizi idrici.
Le ragioni che spingono così tanti movimenti e molta della società civile a lottare con determinazione contro il potere della speculazione e degli affari finanziari sono semplici e chiari: il diritto di accesso all'acqua per una vita equa e solidale, l’attenzione alle risorse, la democrazia e la partecipazione nella gestione dei servizi, gestione che deve essere pubblica. Necessità primarie per tutti i cittadini, per tutti gli esseri umani in Italia come nel mondo.
Non ci sono mezze misure nell’interpretazione di questi bisogni e della volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini umbri. Non ci sono mezze misure nella definizione dell’obiettivo che ci siamo prefissi. Non ci sono mezze misure nella traduzione degli esiti referendari in azioni di governo.
Questo è il punto di vista che abbiamo fatto nostro nell'adesione alla campagna referendaria e che dovrebbe essere l'unico punto di vista anche delle altre forze politiche che hanno appoggiato i referendum. Ed è così che, guardando alla modifica dello statuto regionale in relazione al Bene Acqua, non possiamo che esprimere delusione per la debolezza dell’azione che si sta realizzando. A distanza di mesi dai referendum e dopo il lavoro della commissione preposta, il risultato sono poche righe molto generali, prive di qualsiasi impegno formale e reale in direzione della volontà dei cittadini; alcuni esempi su tutto: non si dichiara volontà di garantire la quantità minima per tutti, di far partecipare la società civile alla gestione delle aziende per le quali non si dichiara nemmeno la volontà di trasformarle in aziende speciali regolate dal Diritto Pubblico.
Privato o Pubblico su questo punto la politica dichiari da che parte stare.
Sappiamo bene che il percorso da fare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici necessita di un grande impegno da parte di chi è al Governo della nostra regione, ma le difficoltà che si prospettano, non possono essere una scusa all’immobilismo o alla demagogia quando, tra l’altro, ci sono già in Italia esempi che possono essere presi a modello.
Oggi più che mai chi è al governo è chiamato a dare segnali reali e quotidiani che realizzino la ripresa e il riscatto della società civile sulla finanza; segnali reali che contrastino la speculazione dei soliti noti e l’impoverimento dei più; segnali reali che dimostrino che si vuole rimettere al centro l’uomo e la qualità della vita. I cittadini chiedono a gran voce la rottamazione del modello di società e di sviluppo che ci ha portato in questa situazione prossima al tracollo, rottamazione che passa per la battaglia sull'acqua e non solo, rottamazione per la quale poche parole non bastano.
SEL è pronta a contribuire al cambiamento necessario ma l’obiettivo nel dibattito e nelle immediate successive azioni del governo non può che essere la volontà espressa con i referendum.
Sinistra Ecologia Libertà Umbria – Dipartimento Ambiente e Beni Comuni




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