Come amministratori dell’Italia dei Valori nelle province umbre, prendiamo atto delle dichiarazioni e del dibattito politico avviato sulle riforme endoregionali, considerando che le valutazioni da parte del nostro partito sono ancora in corso, ma sostanzialmente in coerenza con la visione che rappresentiamo a seguire. La Direzione Nazionale del nostro partito ha altresì avviato un confronto con l’UPI nazionale su reali costi delle Province e sulle loro funzioni, proprio per evitare di intraprendere iniziative che non siano convenienti per la comunità.

È rispetto alle potenziali riduzioni delle deleghe alle Province, che nutriamo perplessità in quanto a nostro parere le stesse non possono essere tolte o non attribuite semplicemente in nome di una riforma costituzionale che potrà portare alla loro soppressione. Se ciò si realizzerà, alle Regioni ed ai Comuni andranno non solo le deleghe, ma anche le risorse umane, materiali e logistiche che oggi sono in carico alle Province. Ma se le Province sono oggi in grado di espletare queste attività e magari di recuperare quelle a carico di enti di secondo livello, non farle lavorare significherebbe solo realizzare uno spreco di denaro pubblico.

La riforma endoregionale deve essere quindi l’occasione per ridurre ed azzerare ogni consiglio di amministrazione esterno agli enti elettivi, in altre parole agli enti di secondo livello che nella gestione del denaro pubblico sottraggono quote allo stesso, che vanno in tasca a Presidenti e Consigli di Amministrazione e non diventano beni e servizi alla comunità.

Per noi amministratori delle Province, è importante che si facciano lavorare di più Regione, Province e Comuni in quanto per la comunità sono più visibili, riconoscibili e controllabili rispetto a consorzi, enti di sviluppo, di bonifica ed altri, se non altro perché sottoposti periodicamente al meccanismo delle elezioni democratiche.

Ci sono esempi già consumati che devono farci riflettere, come il colpo di mano operato sulla V.A.S. Valutazione Ambientale Strategica. Il Consiglio Regionale, in luogo della delega unica alle Province, ha consentito ai Comuni una autovalutazione e addirittura una valutazione attraverso una consulenza commissionata a privati e solo in ultima istanza la possibilità di ricorrere agli uffici delle Province. È chiaro che per i Comuni sarà molto più semplice assumere iniziative “ad impatto ambientale”, come è altrettanto chiaro che le Province non potranno fare altro che smantellare quei servizi che, strutturati per dare servizi a tutti i Comuni, non potranno essere mantenuti per i pochi residuali che non avranno qualche centinaio di euro per comperarsi una consulenza con l’inevitabile restituzione della delega della V.A.S. alla Regione.

Analogo esempio riguarda l’intermediazione del lavoro che, proprio nell’ottica del recupero di deleghe alle Province, potrebbe essere sottratta a queste ultime per essere affidata ad agenzie private accreditate dalla Regione. Per motivi politici, oltre che economici, non potremo assolutamente tollerare queste scelte.

Aviano Rossi, Vice Presidente della Provincia di Perugia
Marcello Bigerna, Assessore alla Provincia di Terni
Franco Granocchia, Capogruppo IdV alla Provincia di Perugia
Giorgio Santelli, Capogruppo IdV alla Provincia di Terni
 

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