(AGI) - PERUGIA (dall'inviato Enzo Castellano) "Il nostro sistema giudiziario e' il piu' garantista di tutti, forse anche un po' troppo...Questa e' una questione che merita piu' di una riflessione, forse".

Il giorno dopo la sentenza assolutoria da parte della Corte d'assise d'appello nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto Kercher, la pubblica accusa cerca di rimettere ordine nelle cose, nel proprio operato e guarda gia' avanti, al ricorso in Cassazione.

"Perche' il ricorso ci sara', ne sono certo. Dobbiamo solo attendere di conoscere le motivazioni. Entro 90 giorni dalla sentenza, e poi ci saranno i 45 giorni a disposizione per avviare la strada per il terzo grado di giudizio", dice Giuliano Mignini, che con Manuela Comodi, ha rappresentato l'accusa.

Intanto, a bocce per ora ferme, Mignini le sue considerazioni le fa gia'. Un lungo e calmo colloquio in strada, sul retro dell'edificio che ospita la Procura della repubblica, lontano dai rumori della citta' e lontano dalle telecamere e dalla frenesia mediatica delle prime dichiarazioni di rito. Il tono e' pacato, anche quando si tratta di ribadire le proprie convinzioni accusatorie, ma e' il viso che tradisce ancora la tensione accumulata, gli occhi appaiono un po' stanchi. Oltre a quelli della stanchezza, i segni della delusione per l'esito del processo e' difficile nasconderli o dissimularli, anche dopo anni di lavoro da inquirente.

Pero' Mignini non getta la spugna, e quando parla del nostro sistema giudiziario vuole in realta' riferirsi anche alle accuse e agli attacchi che sono venuti d'oltreconfine. "Io ho rispetto per tutti gli ordinamenti giudiziari, pero' pretendo che anche gli altri rispettino il nostro. Mi riferisco a tutti i soggetti intervenuti", dice, e aggiunge "mi riferisco anche alla stampa", che avrebbe avuto un ruolo non secondario nel disegnare in un certo modo l'intero processo, quasi contribuendo a un clima non proprio sereno intorno al dibattimento.

"Era un'assoluzione gia' annunciata...", sottolinea. E il pm non si nasconde dietro un dito: "Non va bene neppure che il giudice relatore dica 'l'unica cosa certa e' che c'e' una persona morta, uccisa, Meredith'". Come pure non gli va giu', lo lascia perplesso, il fatto che a presiedere la Corte d'assise d'appello fosse un giudice del civile. "In primo grado erano del penale, qui invece no...Una volta chi faceva il penale faceva anche il civile, accadeva di frequente, una volta...". E poi il giudice a latere "e' stato trasferito a Terni...".

"Ieri e' stato deciso che Amanda e Raffaele non hanno commesso il delitto, al contrario di quanto deciso in primo grado. C'e' pero' una condanna di Amanda a tre anni per calunnia nei confronti di Lumumba... E tutto il resto? Le accuse contro la polizia? La nuova sentenza ha riformato la prima, pero' dobbiamo vedere se e' stata una riforma piena oppure parziale, e se ci sono elementi di contradditorieta' nella sentenza stessa. L'articolo 605 del codice di procedura penale lascia in pregiudicato il discorso sul tipo di assoluzione, puo' essere anche la vecchia insufficienza di prove. Su qualche giornale ho letto che si trattava di assoluzione con formula piena, qualcuno l'ha anche detto in televisione, ma non e' cosi', non lo sappiamo. Comunque non condivido questa impostazione, faremo ricorso".

Amanda pero' ha gia' lasciato l'Italia..."Eh gia'... - dice Mignini allargando le braccia -, qui non possiamo farci niente. Chissa' mai se sara' presente a un eventuale terzo giudizio". Per Sollecito invece e' diverso, lui e' in Italia e tutto puo' essere. Per esempio un eventuale nuovo provvedimento restrittivo qualora la Cassazione rimandi al primo grado?

"Non lo so, dipendera' da quel che fara' la Procura generale...". L'aspetto su cui Mignini insiste e' la parte peritale del processo di secondo grado: "La decisione della Corte di non fare la perizia sull'ultima traccia, sul coltello, e' stato un errore imperdonabile". Ricorda che gli accertamenti sul materiale genetico "sono stati svolti secondo gli indirizzi dati dall'articolo dell'incidente probatorio, l'articolo 360 del codice di procedura penale, quello sugli accertamenti irripetibili, e si svolgono nel contradditorio delle parti.

"I consulenti delle parti avrebbero avuto la possibilita' di contestare in quel momento, ma non l'hanno fatto. Potevano chiedere in quel momento la perizia, io l'avrei data, avrei sospeso le operazioni della polizia scientifica. Non si puo' chiudere la perizia alla fine degli accertamenti e ha fatto bene la Corte di primo grado a dire di no".

Quanto invece alla perizia svolta in secondo grado, "e' stata contestata in radice. I periti hanno detto che non ci sono i controlli negativi, e invece c'erano. La Stefanoni (perito della Scientifica, ndr) aveva fatto riferimento a questi controlli, li ha portati al gip e i periti non se ne sono accorti. La corte li ha acquisiti. I periti dell'appello "quelli fatti intervenire dalla Corte, ndr) dicono cose diverse da quelle dette da altri periti? Io rispondo che ho piena fiducia nella Polizia scientifica. La nuova perizia ha mostrato lacune gravissime".

A proposito di perizie, lui aveva pensato di avvalersi anche di un perito cileno esperto in genetica forense, il numero uno al mondo. "L'ho contattato ma non poteva farlo, aveva gia' troppi impegni".

Il pm torna quindi a dire che "e' un peccato non aver accettato la ricerca delle prove su quel coltello". E inoltre "lacune gravissime l'assenza di documenti". Mignini sottolinea poi che c'e' una sentenza definitiva di condanna nei confronti di Rudy Guede che dice che Meredith e' stata uccisa in concorso. "Ma in concorso con chi, a questo punto? Nella casa, oltre a quelle di Guede, non c'erano tracce diverse da quella degli altri due, Amanda e Raffaele...".

A questo punto si potrebbe pensare anche a una richiesta di revisione del processo da parte di Guede? "Impossibile a dirsi. Di sicuro ad oggi non c'e' il responsabile del delitto, stando a questa sentenza (Guede e' stato condannato per concorso e non come autore materiale dell'omicidio, ndr)" e per Mignini - altra stoccata - "e' un'anomalia del codice quella di prevedere la separatezza del giudizio nel caso del concorso in un delitto".

Un eventuale nuovo processo d'appello processo avrebbe luogo a Firenze, di certo "il mio, il nostro auspicio, e' che sia fatta giustizia". L'ultima domanda riguarda se le parole di ieri mattina del presidente Claudio Pratillo Hellmann in chiusura di udienza - "ricordiamoci che e' stata uccisa in modo orribile una bellissima ragazza ma ricordiamoci anche che qui sono in gioco due giovani vite" - Mignini le abbia interpretate quasi a mo' di segnale di come sarebbe potuta andare alla fine la sentenza. Dopo qualche attimo di pausa, il pm risponde "avrei gradito che il presidente dicesse al pubblico in aula soltanto 'fermi tutti, non abbiamo deciso niente...' E invece...".
 

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