“I ciechi e gli ipovedenti italiani credono nei valori della solidarietà, della giustizia, della pace e si ispirano ai principi del Consiglio d’Europa: lo stato di diritto, la democrazia, la coesione sociale. È per questi motivi che parteciperemo anche noi alla Marcia della pace Perugia Assisi del prossimo 25 settembre”. È quanto ha dichiarato Emilio Vantaggi, presidente regionale dell’Unione italiana ciechi dell’Umbria che ha anche anticipato come “la partecipazione alla marcia sarà l’occasione per protestare con voce forte e chiara nei confronti del Governo per i provvedimenti adottati in sede di manovra economica. In particolare, la finanziaria approvata dal Parlamento penalizza fortemente i disabili perché li colpisce due volte: prima come cittadini e poi appunto come disabili”.

I circa 600 delegati dell’Unione italiana ciechi, allora, domenica marceranno anche per ribadire come “i tagli al fondo sociale alla non autosufficienza, al budget per il servizio civile volontario, al fondo per l’occupazione dei disabili rappresentino profonde ferite ai servizi che rischiano di emarginare e di escludere totalmente i disabili dal contesto sociale”.

Più “grave” ancora per l’Uic il disegno di legge n° 4566 del Governo sulle “Norme per la riqualificazione ed il riordino della spesa socio sanitaria”, all’esame della commissione Finanze della Camera, che contiene “principi che se attuati – ribadisce Vantaggi - segneranno la fine dello stato sociale. I ciechi e gli ipovedenti vogliono quindi cogliere l’occasione per gridare forte e chiaro: ‘Giù le mani dall’indennità di accompagnamento concessa al titolo della minorazione’”.

L’Uic protesta, anche, per lo stato dell’arte dell’integrazione scolastica dei ragazzi ciechi ed ipovedenti “ai quali non è garantito il diritto allo studio: mancano, infatti, libri di testo, materiale didattico e ogni ausilio necessario all’autonomia”.

In occasione della Marcia della pace, infine, l’Uic porterà all’attenzione anche i problemi del lavoro dei ciechi e degli ipovedenti: “il diploma di massofisioterapista – spiega il presidente Vantaggi - non è più spendibile perché non risponde ai requisiti legislativi dell’Unione europea; la figura del centralinista è in grande difficoltà perché diminuiscono i posti operatori disponibili a causa delle nuove tecnologie. Il governo inoltre non ha fatto niente per formare le nuove figure previste dal decreto Salvi del 2000: operatore di banche dati, addetto alle relazioni con il pubblico, operatore di telemarketing. In più il governo non risponde alle nostre reiterate richieste di riconoscere con proprio decreto nuove attività lavorative rese possibili dalle nuove tecnologie. È per tutti questi motivi che domenica sfileremo: per la pace, ma anche per i nostri diritti”.

 

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