Zefferino Cerquaglia (Psi) è intervenuto stamattina sull’uscita del presidente del Consiglio Andrea Maurelli dal gruppo di Rifondazione comunista e dal partito con una nota che si riporta di seguito: “La vicenda del passaggio del consigliere Maurelli al gruppo del Pd non è un fatto solamente personale in quanto muta la geografia politica del Consiglio provinciale di cui il Maurelli è presidente. Il migrare ad un gruppo politico diverso da quello in cui si è stati eletti deriva da scelte della singola persona, meglio se per motivazioni politiche, e su cui nessuno vuole e deve interferire. Nessuna norma giuridica obbliga poi Maurelli a dimettersi in quanto nessuno in Consiglio ha messo in discussione questo problema. Il problema è di trasparenza politica in quanto se nulla vieta che ognuno scelga di aderire ad un gruppo consiliare diverso da quello in cui è stato eletto l'incarico di presidente di una assemblea viene proposto a questa in virtù di un accordo politico recepito e fatto proprio con il voto dai componenti la stessa assemblea.

Pertanto l'incarico di presidente non è un elemento personale, quasi per diritto di nascita o per intime virtù, che ciascuno si porta dietro nei suoi spostamenti, bensì un elemento politico della vita democratica frutto di accordi. Credo pertanto che il cons. Maurelli debba riflettere se rimettere il suo mandato di presidente al Consiglio Provinciale in quanto la fonte di legittimazione politica non è la stessa di prima. Se poi ciò dovesse avvenire ed il gruppo politico del Partito democratico al quale ora appartiene lo riproponesse alla stessa assemblea per il medesimo incarico non avrei, in virtù dell'accordo politico di maggioranza, alcuna difficoltà a votarlo di nuovo. Sembra strano che in tempi in cui si discute di soppressione delle Province e di tante difficoltà che assillano la gente si pongano questi problemi. Io credo che la chiarezza nei confronti dei cittadini che rappresentiamo sia un elemento obbligatorio in ogni fase della vita di una istituzione ed in ogni momento della vita sociale. Inoltre la autorevolezza di una carica rappresentativa non può non essere inficiata se viene meno il fondamento, cioè l'accordo politico, che l'ha prodotta”.

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