Manovra: l’assessore Vinti condivide l’intervento della Presidente Marini
PERUGIA - L’Assessore Stefano Vinti esprime condivisione per l’intervento della Presidente Marini sulla Manovra. Ne condivide analisi e perplessità. Una Manovra fortemente iniqua, che vessa una volta di più i ceti meno abbienti, che mette sotto attacco lo stato sociale e le ultime garanzie del lavoro, senza stimoli per una ripresa economica. Una manovra che non si presenta né credibile, né efficace, come ben ci mostra l’andamento dei mercati.
Opportuno è anche il richiamo ai parlamentari umbri, continua Vinti, chiamati a fare la loro parte nella delicata fase che oggi inizia il suo iter. E’ necessario, da parte di deputati e senatori dell’Umbria, un impegno particolare anche nel farsi portavoce della richiesta di una riforma organica dello Stato. Non si può infatti essere d’accordo con proposte che appaiono estemporanee e demagogiche e che per nulla gioverebbero ai conti pubblici.
Ben venga un riordino istituzionale del Paese. Ma ragioniamo su proposte concrete e di più ampio respiro. Ci si chiede perché il limite di 300.000 abitanti, o peggio, il criterio dei Km quadrati. Più che fondato il sospetto che il tutto sia solo a favore della salvaguardia di qualche provincia del nord.
Questa settimana la manovra presentata dal Governo arriverà all’esame delle Commissioni in Senato. L’Umbria questa volta viene colpita non solo, come già da anni, con forti tagli alla spesa pubblica, ma anche con la soppressione di una delle sue due province. E questo è inaccettabile.
Politici ed amministratori dell’Umbria hanno il dovere di reagire. E’ il momento che le forze sociali, economiche e culturali si mobilitino a difesa degli interessi generali del Paese, dell’Umbria e delle classi sociali più deboli.
C’è ancora spazio per una battaglia che cambi il segno di questa manovra che è soltanto una “macelleria sociale”.




Tuesday
23/08/11
09:25
Leggendo i giornali in questi giorni sembra che nel mondo sia in arrivo il Big Bang e che poco si possa fare per fermarlo. Nessuno, nemmeno Obama, accolto nel momento della sua elezione, come la nuova frontiera, lo yes we can a cui aggrapparsi per costruire futuro per le nuove generazioni, è in grado di darci una visione, un orizzonte in cui credere imbrigliato dai veti dei potentati economici, dall'eterno presente (le elezioni prossime) e non riesce più a sognare e farci sognare. Nulla ormai sembra più governabile e la politica è ovunque latitante o impotente di fronte a quanto sta accadendo e ognuno è intento più a guardare la punta delle proprie scarpe che pensare al futuro delle prossime generazioni e a come costruirlo.
Dopo ventidue anni dalla caduta del muro di Berlino e delle ideologie, nel mondo globale di internet siamo ancora qui a ragionare per appartenenze, per schieramenti, per categorie, per microcosmi e intanto è in arrivo il Big Bang che ci spazzerà via.
Chiaramente io non ho nè la capacità nè la possibilità di cambiare il mondo e soprattutto non posso farlo da solo.
Voglio condividere, con chi lo vorrà, queste due riflessioni "estive" che hanno l'unico scopo di farci guardare oltre l'eterno presente e cercare di costruire futuro, insieme.
la prima di prospettiva generale. Ormai solo l'unità politica dell'Europa può salvarci, può darci una visione e può aiutarci a costruire futuro per le nuove generazioni. Come per la Libia anche il vertice Francia-Germania ha evidenziato che gli accordi bilaterali non funzionano, non hanno e non costruiscono nè democrazia, nè futuro.
il secondo che riguarda l'Italia. Una proposta rispetto allo squallido mercato delle vacche che si sta aprendo sulla manovra economica. Perchè non dividere la manovra in due parti distinte. Un decreto legge contenente esclusivamente i provvedimenti economico/finanziari e un disegno di legge sulla riforma generale del titolo V della Costituzione 8riforma dello stato e degli enti locali) e relative leggi attuative. Sarebbe un modo per evitare riformette parziali che creano solo tensioni locali, risparmi pochi e a volte solo di facciata.
Scusate il disturbo “vacanziero” … Marcello Bigerna