PERUGIA - L’Assessore Stefano Vinti esprime condivisione per l’intervento della Presidente Marini sulla Manovra. Ne condivide analisi e perplessità. Una Manovra fortemente iniqua, che vessa una volta di più i ceti meno abbienti, che mette sotto attacco lo stato sociale e le ultime garanzie del lavoro, senza stimoli per una ripresa economica. Una manovra che non si presenta né credibile, né efficace, come ben ci mostra l’andamento dei mercati.

Opportuno è anche il richiamo ai parlamentari umbri, continua Vinti, chiamati a fare la loro parte nella delicata fase che oggi inizia il suo iter. E’ necessario, da parte di deputati e senatori dell’Umbria, un impegno particolare anche nel farsi portavoce della richiesta di una riforma organica dello Stato. Non si può infatti essere d’accordo con proposte che appaiono estemporanee e demagogiche e che per nulla gioverebbero ai conti pubblici.

Ben venga un riordino istituzionale del Paese. Ma ragioniamo su proposte concrete e di più ampio respiro. Ci si chiede perché il limite di 300.000 abitanti, o peggio, il criterio dei Km quadrati. Più che fondato il sospetto che il tutto sia solo a favore della salvaguardia di qualche provincia del nord.
Questa settimana la manovra presentata dal Governo arriverà all’esame delle Commissioni in Senato. L’Umbria questa volta viene colpita non solo, come già da anni, con forti tagli alla spesa pubblica, ma anche con la soppressione di una delle sue due province. E questo è inaccettabile.

Politici ed amministratori dell’Umbria hanno il dovere di reagire. E’ il momento che le forze sociali, economiche e culturali si mobilitino a difesa degli interessi generali del Paese, dell’Umbria e delle classi sociali più deboli.

C’è ancora spazio per una battaglia che cambi il segno di questa manovra che è soltanto una “macelleria sociale”.
 

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