La manovra del governo è iniqua e continua a scaricare sugli enti territoriali l’obiettivo di riduzione della spesa pubblica. Infatti, mentre gli effetti derivanti dalla riduzione di spesa a carico delle amministrazioni centrali, a partire dai tagli ai costi impropri della politica, appaiono incerti e aleatori, i tagli rivolti sui fondi delle autonomie locali sono immediati e certi. La manovra è, insomma, inaccettabile perché ancora una volta prevede tagli insopportabili sui bilanci, successivi a quelli già effettuati negli anni precedenti, in percentuali irragionevoli e del tutto sproporzionate rispetto al peso degli enti locali sul deficit dell'amministrazione pubblica. I tagli, voluti e pretesi dall'Europa neoliberista delle banche, colpendo o azzerando la spesa per lo sviluppo, gli investimenti e la spesa per il sociale, incideranno gravemente su questo settore delicatissimo che già risulta ampiamente ridimensionato rispetto ai bisogni reali. Non si tratta insomma solo di un pericoloso attacco all’autonomia degli enti locali che ne mette in discussione quel ruolo positivo di ente di prossimità più vicino ai bisogni dei cittadini, ma è anche un attacco diretto alle condizioni di vita dei cittadini più deboli che pagheranno i costi di questa politica con tagli ai servizi sociali, alla scuola, ai trasporti, alle pensioni. Su queste premesse ritengo che il dibattito che si è aperto sulla vicenda della Provincia di Terni, oltre ad essere inopportuno nel considerare storie locali, territori e cittadini come pedine, connoti sul piano politico un atteggiamento difensivo e, di fatto, rassegnato. Noi pensiamo semplicemente che Province e Comuni non possano e non debbano essere soppressi sull'altare dei numeri, mentre di fatto vengono ridotte soltanto rappresentanza e democrazia, non certo gli sprechi. Inoltre è bene ricordare che Province e Comuni sono enti costituzionalmente riconosciuti, non sono a disposizione delle funzioni delle Regioni. Anzi, penso che la Regione dell'Umbria abbia operato in maniera positiva rispetto alle necessarie riforme di sistema di sua competenza. Quella è la strada sulla quale deve continuare a lavorare la politica regionale per conseguire ulteriori obiettivi di riqualificazione della spesa. In realtà serve un contrasto alla manovra del governo che non si limiti ad una protesta che, di fatto, termina con l’approvazione ormai avvenuta, senza nemmeno una visibile opposizione parlamentare e con posizioni nebulose e poco chiare anche da parte di alcuni parlamentari umbri divisi tra stati generali ed assemblee costituenti. Propongo invece una risposta unitaria, forte e chiara del mondo delle autonomie e di tutti i Comuni, le Province e le Regioni rispetto ad un pronunciamento chiaro nelle proprie assisi contro questa manovra iniqua e sciagurata. A partire dall'Umbria.

Luciano Della Vecchia
Assessore Provincia di Perugia
Direttivo Nazionale UPI
 

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