TERNI - ''Un gigantesco passo indietro'' per l'Umbria che ha ''solo due province'': Feliciano Polli, presidente di quella di Terni, a rischio soppressione in base alla bozza di manovra, commenta cosi' il provvedimento del Governo.

''L'Umbria - ha detto Polli, che guida una giunta di centro sinistra - si ritroverebbe con una sola provincia, quella di Perugia, come era fino al 1927, ma con uno Stato centralizzato come quello attuale e' assurdo''. Il presidente trova non corretto applicare in maniera rigida il criterio legata solo al numero degli abitanti (poco piu' di 230 mila in quella di Terni).

''E' un'operazione grossolana - ha sostenuto Polli - ma d'altra parte in questo momento al centro dell'attenzione c' e' il problema dei costi della politica e le Province sono state prese di petto. Bisogna cercare di evitare che questo succeda. Anche per evitare di concentrare tutto sulle Regioni che rischierebbero di diventare piccoli statarelli''.

Secondo Polli e' comunque ''necessario razionalizzare e semplificare la pubblica amministrazione''. ''Possibile - spiega - eliminando vari enti. Ma sopprimere la Provincia di Terni - conclude Polli - sarebbe per l'Umbria un gigantesco passo indietro''.

SCHEDA – Scure su Molise, Liguria e Toscana, male per la Sardegna se le norme riguarderanno anche le Regioni a statuto speciale.
Molise innanzitutto, ma anche Toscana, Liguria e Sardegna: sarebbero queste alcune tra le regioni piu' penalizzate dal taglio delle province, sempre nel caso che le nuove norme fossero applicate anche dalle Regioni a statuto speciale. Se per il Molise sarebbe una vera Caporetto, visto che sono sotto i 300mila abitanti tutte e due le sue province, a pagare un conto salato sarebbe pure la Sardegna,dove su 8 province 6 cadrebbero sotto la scure della riforma (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia Tempio e Oristano). Va male anche alla Toscana, che vedrebbe dimezzate le sue 10 province, visto che 5 rischiano di scomparire (Grosseto, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Siena). Stessa sorte per il Piemonte, che da 8 passerebbe a 4 province, con la soppressione di Asti, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Mentre uno scenario ancora peggiore si prospetterebbe per la Liguria, che da 4 scenderebbe a una sola provincia, visto che a esclusione di Genova, tutte le altre sono sotto i 300mila abitanti. Dimezzamento in vista anche per le province del Friuli Venezia Giulia, dove il rischio cancellazione riguarda Gorizia e Trieste. E una provincia sola resterebbe in Umbria, (dove rischia di essere spazzata via Terni) e in Basilicata, visto che la scure si abbatterebbe su Matera. Appena meglio la situazione in Calabria (su 5 province, sarebbero cancellate quelle di Vibo Valentia e Crotone) e nella Marche dove sparirebbero 2 delle 5 province, Ascoli Piceno e Fermo.
 

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