L’ultima esternazione del ministro Brambilla a difesa della sua scelta di “bocciare” le tante manifestazioni tradizionali umbre nelle quali si fa ricorso agli animali, hanno se non altro il pregio di mettere d’accordo un po’ tutti. Infatti nei confronti della signora ministro si sono espresse oggi innumerevoli prese di posizione di condanna espresse tanto da esponenti politici che autorevoli rappresentanti del corpo sociale regionale. Ultime in ordine cronologico quelle espresse dalla presidente del Movimento Per l’Umbria, Carla Spagnoli, che, senza mezzi termini parla di “colpo di sole” della sig.ra Brambilla, e della capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli, che parla a sua volta di “irresponsabilità” del ministro. Le riportiamo integralmente:

Carla Spagnoli: La serie di “allucinazioni” che permeano la lettera aperta indirizzata agli umbri dal ministro Brambilla, più che il frutto di una profonda riflessione, sembra determinata – almeno così ci auguriamo – da un “colpo di sole” ferragostano. L’accusa rivolta ai politici umbri di essere, a suo parere, alla disperata ricerca di visibilità personale e per le loro manifestazioni, in particolare la Quintana, la dice lunga sul grado di ignoranza (dal verbo ignorare) di cui soffre il Ministro. La Giostra non ha bisogno di visibilità. Tutti, tranne il Ministro, sono consapevoli della sua importanza storica e del seguito che sa suscitare. Non rientra certo in quelle manifestazioni che assurgono agli onori della cronaca solo quando muore un cavallo, ma è storia, cultura e tradizione. Che non appartiene alla città di Foligno, ma è patrimonio nazionale e come tale dovrebbe essere riconosciuto e tutelato. Una manifestazione in cui l’animale è rispettato ed amato e non sfruttato. Altre sono le “feste” o “i festini” in cui è palpabile lo “sfruttamento”, non degli animali, ma delle persone e che purtroppo sono diventate, in negativo, “patrimonio nazionale”. Ministro Brambilla, metta da parte il suo “integralismo” ed eviti di suggerire agli amministratori ed agli organizzatori di “rivedere le loro tradizioni in una chiave più adeguata alla moderna sensibilità”. Cosa intende? Che i fantini, invece dei cavalli, dovrebbero cavalcare le moto. Oppure sostituire i cavalli con le “puledre” dell’Olgettina?!
 

Sandra Monacelli – “L'irresponsabilità del Ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla che spaccia i propri personali fanatismi come fossero inconfutabili valori universali, non mortifica le comunità umbre, orgogliose delle proprie tradizioni e della propria storia, cresciuta ed esaltata da manifestazioni come la Quintana, i Giochi de le porte, il Calendimaggio, la Corsa dell'anello”.
“E' davvero stucchevole la banalità con la quale il ministro Brambilla polemizza a mezzo stampa con rappresentanti istituzionali e comunità umbre, per il mancato inserimento di importanti feste storiche regionali, nel suo personalissimo quanto discrezionalissimo elenco di manifestazioni, riconosciute come Patrimonio d'Italia”.
Dopo aver evidenziato che le affermazioni della Brambilla creano un legittimo imbarazzo nei dirigenti ed elettori del Pdl umbro, “costretti ad ammettere che il loro ministro del turismo ha perso un'altra buona occasione per tacere” la Monacelli conclude: “Di fronte ai problemi gravi del nostro Paese, la Brambilla si diverte a fare il ministro del turismo 'con olive ed ombrellino', rappresentando l'ennesima evidente inadeguatezza di questa seconda Repubblica, fatta di chiacchiere e distintivo”.
 

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