PERUGIA - Da una Maria (Lorenzetti) all'altra Maria (Gigliola Rosignoli) direttore di quella Asl 3 di Foligno finita nel mirino della magistratura per alcuni concorsi pilotati. Dopo tanto silenzio il direttore, tramite l'avvocato Giovanni Dean, si dice estranea ai fatti contestati e difende anche lei il sistema della sanità regionale considerata solida ed eccellenza. "La dottoressa Rosignoli - anticipa l'avvocato Dean - affiderà a puntuali e documentate memorie difensive le sue difese, chiedendo di essere personalmente ascoltata dai magistrati per chiarire senza tema di smentita i fatti oggetto di contestazione". La Rosignoli dunque ha finalmente il quadro chiaro delle accuse ed è pronta controribattere punto su punto, presunta anomalia su anomali. 

"La dottoressa Rosignoli viene finalmente a conoscenza degli addebiti che le vengono mossi: ciò le consentira di difendersi in ogni sede da accuse cui è completamente estranea e che, perciò, risultano totalmente infondate e, in alcuni casi, addirittura frutto di un errore percettivo" conclude l'avvocato Dean "tuttavia è lecito sin d'ora affermare che, al di là dei foschi scenari fin qui vagheggiati da una parte del ceto politico locale, questo risultato dell''inchiesta archivia l'idea di ''Sanitopoli'' e restituisce il sistema sanitario umbro all'immagine che gli compete; così come restituisce alla Asl 3 Umbria, al suo direttore generale, ai suoi funzionari ed ai suoi impiegati, al personale medico e paramedico, ed in generale a tutti i suoi dipendenti, la dignità del proprio ruolo e la consapevolezza di quelle prerogative di efficienza amministrativa e di affidabilita'' sanitaria che negli ultimi anni tutti le avevano riconosciuto". 

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