PISA - Insegnanti, dipendenti pubblici, studenti. Sono i primi firmatari di una lettera-appello partita da Pisa per chiedere la ''liberazione dei tre libici arrestati nelle scorse settimane a Perugia'' nell'ambito di un'operazione antiterrorismo. Secondo i firmatari, tutti legati all'area della sinistra antagonista e dei Cobas, tuttavia i tre stranieri non si ''sarebbero macchiati di alcun crimine, ma si tratta di arresti preventivi per avere denunciato l'ingerenza della Nato nelle questioni interne''. 

''Tra i reati ipotizzati - si legge ancora nella lettera - vi sarebbe stata l'intenzione di riappropriarsi dell'ambasciata libica in Italia (attualmente abusivamente occupata dai 'ribelli' filo Nato), altra grave responsabilita' sarebbe poi il voler organizzare presso una sede universitaria una conferenza di controinformazione sulla reale situazione in Libia. 

Ai tre libici (tra i quali un ricercatore che svolge il dottorato di ricerche presso la facolta' di Scienze Politiche a Pisa) non si contestano reati materiali, la loro colpa e' quella di essere stati in prima fila nelle proteste contro i bombardamenti sulla Libia e di aver condannato come imperialistica l'ingerenza della Nato''.
 

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